PESCARA- L’Associazione Editori Abruzzesi (Aea) esprime “il proprio dispiacere per l’imminente chiusura della Libreria Edison, in via Carducci a Pescara.
“Una vicenda che peserà sul futuro della società civile – dichiara la presidente dell’Associazione, Nicoletta Di Gregorio – perché quando finisce un’attività che predilige l’intelletto e il libro, si spezzano le radici e il futuro di un popolo”.
“In pochi anni – prosegue la nota – la Edison è diventata un punto nevralgico della cultura pescarese, riuscendo a unire, come le altre librerie della città, l’aspetto della vendita dei libri ad attività culturali, come incontri con vari autori, convegni e presentazioni degli ultimi volumi in uscita”.
Inoltre, al di là dell’interesse culturale, c’é anche quello delle otto dipendenti che hanno perso il lavoro inaspettatamente.
“Siamo vicini alle ragazze che dal 2007, anno in cui ha aperto la Edison a Pescara – riferisce Di Gregorio – hanno dimostrato grande professionalità e passione e chiediamo alla politica di riflettere su quanto è accaduto. La nostra associazione ha sempre dimostrato che la cultura non è solo un impegno fine a se stesso, ma rappresenta una risorsa economica su cui puntare per il futuro. Far sopravvivere una libreria significa far sopravvivere i suoi dipendenti, gli editori che producono i libri che la animano, gli autori e persino i lettori”.




