L’AQUILA – “Questo Ateneo è salvo solo se si salva il sistema universitario italiano, anche se l’Università dell’Aquila, ovviamente, non può essere trattata come se fosse La Sapienza di Roma. In questo senso, siamo di fronte al compito più gravoso per il prossimo rettore”.
Lo ha dichiarato Alberto Civica, segretario nazionale Uil-Rua, nel corso dell’assemblea ‘Candidati a Rettore sotto la lente’ di questa mattina, nell’aula ‘Someda’ della Reiss Romoli, sede del Rettorato, insieme ai quattro candidati alla carica di rettore dell’Università dell’Aquila Antonio Luongo, Paola Inverardi, Francesco Vegliò e Maria Grazia Cifone. La votazione comincerà il prossimo 30 maggio.
Il calendario prevede altri due turni di votazione il 3 e il 6 giugno e, se nessuno riuscisse a prevalere, il ballottaggio. Uno dei quattro sfidanti subentrerà a Ferdinando Di Orio, al passo d’addio dopo due mandati e 9 anni complessivi, 2 dei quali di proroga grazie all’interpretazione di un articolo della riforma Gelmini.
“Il terremoto dell’Aquila è un’aggravante in questa situazione – ha affermato Civica – ed è un problema ancora oggi, visto che non sono mai abbastanza le risorse per risolvere i guai che un sisma causa”.
“L’Ateneo aquilano sta reagendo alla crisi – ha aggiunto – per la buona volontà dei lavoratori, ma non si può dimenticare che tra un anno finiranno i finanziamenti aggiuntivi e c’è anche la questione aperta dei locali in affitto da lasciare per tornare nelle sedi. Sono problemi di gestione terribilmente seri, da far tremare i polsi, nonostante lo spirito abruzzese sia sempre forte”.
Sulle polemiche che stanno accompagnando il periodo pre-elettorale in seno all’università aquilana, Civica ha affermato che “vanno evitate, meglio un dibattito per arrivare alla soluzione dei problemi che vive L’Aquila. Non c’è affatto bisogno di polemiche”.



