L’AQUILA – “L’indifferenza fa male più di qualsiasi risposta negativa”. Non usa giri di parole Vincenzo Vittorini il presidente della fondazione onlus “6 aprile per la vita”, nata con lo scopo di promuovere la cultura della memoria del tragico terremoto di un anno e mezzo fa e diffondere la cultura della sicurezza “perché un domani nessuno debba patire le sofferenze con cui noi oggi facciamo i conti”.
A promuovere la onlus, infatti, sono stati alcuni dei parenti delle 309 vittime del terremoto e dallo scorso mese di giugno hanno intrapreso un percorso che, però, è stato snobbato dalle Istituzioni locali, Regione, Provincia e Comune.
“Abbiamo provato a contattare tutte le Istituzioni – spiega Vittorini – e l’unica risposta ci è giunta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, nella figura del sottosegretario Gianni Letta. A livello locale nessuno ci ha risposto ed abbiamo perso quattro mesi tra lettere, raccomandate e richieste d’incontri. Siamo pronti a rivolgerci al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a tutti i gruppi parlamentari ai media nazionali perché la nostra voce non rimanga inascoltata”.
Una prima risposta, giunta probabilmente non a caso proprio nel giorno della conferenza stampa di denuncia, è giunta dal commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, che oggi incontrerà una delegazione della onlus: “È sicuramente un fatto positivo l’apertura di Chiodi – aggiunge Vittorini – ascolteremo e ribadiremo che non siamo stati ascoltati da nessuno in questi mesi”.
“Ciò che noi vogliamo è una ricostruzione sicura, che diventi un modello per l’Italia e nel mondo visto che i terremoti possono accadere da un giorno all’altro. Si parla di tasse e tante altre cose ma alla sicurezza nessuno fa cenno. Vogliamo ricordare perché le prossime generazioni conservino il ricordo di ciò che è accaduto il 6 aprile 2009 evitando i brutti momenti del primo anniversario del terremoto, con le contestazioni al consiglio comunale ed altri episodi spiacevoli. Credo che potremmo fornire un contributo, come lo forniscono tutte le associazioni e le onlus con le quali si confrontano gli Enti locali. Perchè noi siamo inascoltati? Siamo scomodi? È scomodo ciò che rappresentiamo? A cosa sono dovuti tanti steccati?”.
Nonostante la stigmatizzazione la fondazione si dice “aperta a ogni forma di dialogo e confronto. Noi credevamo di aver portato un raggio di sole, l’indifferenza di questi mesi è una pagina nera della città”.
Pierpaolo Visione, altro membro della onlus, ha sottolineato come “l’interessamento alle nostre attività della Presidenza del Consiglio sia un ottimo segnale ma senza il coinvolgimento degli enti territoriali è difficile poter operare. Oltre all’istituzione della giornata della memoria per il 6 aprile, la onlus vuole bandire un concorso di idee internazionale per la costruzione di una grande ‘fontana della memoria’, ma senza il coinvolgimento del Comune è difficile poter avviare un percorso, ad esempio”.
Un altro impegno, annunciato da Vittorini, sarà quello di “impedire di ricostruire le case dove sono stati registrati dei crolli che hanno causato dei morti. Quelli devono rimanere dei luoghi della memoria”. (g.a.)



