MILANO – “Sono tornata a casa dei miei genitori quando mi drogavo e non riuscivo ad uscirne”, a parlare Lilli Carati, sex symbol degli anni settanta: “Ad un certo momento – ha dichiarato a Vanity Fair – ho capito che non potevo più andare avanti e mi sono buttata. È stata la mia salvezza. Immobilizzata a letto ho iniziato ad uscire dalla dipendenza e dopo sono entrata in comunità”.
La tossicodipendenza infatti è stato sempre il suo grande problema: “Giravo i porno per avere i soldi e comprarmi la droga. Mi facevo di eroina, cocaina, tutto. Entravo e uscivo dalla clinica, finché i miei non mi riportarono a casa”.
La sua carriera hard è fatta di quattro film e di alcunq performances anche con Rocco Siffredi, allora giovanissimo.
Ad aiutare Lilli la famiglia: “Mia sorella Catia, che ha sette anni in meno di me, mi è sempre stata vicina. Non mi ha mai criticata, mi diceva ‘noi ce la faremo’”.



