L’AQUILA – “Ci pare doveroso denunciare il fatto che la gestione del ciclo dei rifiuti venga affidata a una persona accusata di gravissimi reati ambientali e riteniamo che non ci sia bisogno di covare alcuna pulsione giustizialista per constatare l’inopportunità di questa nomina”.

Ad affermarlo è il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, riguardo la candidatura di Giusepe Quaglia alla carica di presidente del consorzio dei rifiuti della Valle Peligna (Cogesa).

“La notizia ha dell’incredibile – afferma – in quanto Quaglia è un imputato nel processo di Bussi, in qualità di responsabile del laboratorio di ricerca e analisi della Montedison. Ovviamente non è nostro compito emettere sentenze, ma risulta evidente l’inopportunità di procedere a tale nomina come si accingerebbero a fare i sindaci nella riunione convocata per domani 20 ottobre”.

“Ci pare doveroso -prosegue Acerbo – denunciare il fatto che la gestione del ciclo dei rifiuti venga affidata a una persona accusata di gravissimi reati ambientali e riteniamo che non ci sia bisogno di covare alcuna pulsione giustizialista per constatare l’inopportunità di questa nomina. È questa la rivoluzione meritocratica di cui ha tanto parlato Chiodi all’inizio del suo mandato?”.

Acerbo ricorda che secondo la magistratura Quaglia e gli altri imputati “concorrevano ad avvelenare acque destinate all’alimentazione umana prima che fossero attinte o comunque distribuite per il consumo avendo realizzato su un terreno oggi di proprietà della Montedison srl una mega discarica abusiva dalle dimensioni gigantesche  e destinata allo smaltimento illegale e sistematico di ogni genere di rifiuti e di altre tre discariche nelle vicinanze di dimensioni più piccole”.

“Il maxi-processo – conclude Acerbo – è nella fase dell’udienza preliminare e quindi i giudici devono ancora decidere se rinviare a giudizio o far cadere le accuse pesantissime. Nel frattempo il Pdl emana la sentenza assolutoria e promuove uno degli imputati?”.