CHIETI – Vincenzo Angelini stava male o no? Per dirimere questo dubbio la procura della Repubblica di Chieti avvierà un’indagine per verificare quale di due certificati medici, tra loro discordanti, sulle condizioni di salute sia quello giusto.

Si vuole capire, cioè, se il medico di Angelini abbia certificato il vero quando, il 22 marzo scorso, ha detto che l’ex re della sanità privata non poteva recarsi in tribunale a Chieti per partecipare all’udienza dove è imputato, insieme alla moglie Anna Maria Sollecito, di bancarotta fraudolenta per il crack di Villa Pini.

In quella occasione il giudice Patrizia Medica ordinò una visita fiscale che accertasse se Angelini fosse davvero malato, il cui esito è stato comunicato al giudice solo nell’udienza di ieri.

Il responso del medico inviato dal tribunale, però, non corrisponde pienamente a quello del medico di parte.

Il medico legale, infatti, ha detto che effettivamente l’ex patron di Villa Pini non stava bene (e dunque Angelini non ha mentito), ma che, nonostante i problemi di salute, non era, comunque, impossibilitato a recarsi in tribunale e presenziare all’udienza.

L’ipotesi di reato è dunque quella di falso ideologico in certificazione commesso da esercente di pubblica necessità, ovvero un medico.

La procura ha chiesto formalmente al giudice di poter acquisire i due certificati medici per capire se l’ipotesi di reato è riscontrabile.

Tutto questo è avvenuto nel corso dell’udienza di ieri, rinviata a causa dell’assenza della signora Sollecito, costretta a letto. Questa volta è stata lei a inviare il certificato del medico. Anche per lei, però, il giudice ha disposto una visita fiscale, il cui esito è arrivato subito.

Il responso ha concordato con quanto accertato dal medico di parte e cioè che la signora Sollecito era “impossibilitata alla deambulazione e al movimento” con prognosi fino all’11 aprile prossimo.

La prossima udienza è fissata proprio per il giorno dopo, venerdì 12 aprile.