L’AQUILA – È sempre più violento lo scontro tra albergatori dell’Aquila e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sulle spettanze arretrate relative alle spese per ospitare i terremotati nel post-terremoto.
Da tempo in attesa di quattrini per dare respiro alle casse, gli albergatori hanno minacciato di sospendere i servizi, pasti, pulizia e cambi: una protesta minacciata quattro volte e di fatto mai cominciata, nemmeno oggi che sembrava certo.
Ma questa minaccia ha causato agli esercenti le accuse di “disumanità” da parte di Chiodi. Accuse rimandate al mittente, con il commissario apostrofato invece come “faccia tosta” e “inadempiente”.
Poi sono arrivate notizie sui pagamenti ormai imminenti da parte della struttura per la gestione dell’emergenza (Sge). Un’offerta di pace? Macché. La replica di Chiodi è arrivata in serata. E gli albergatori sono diventati nientemeno che emuli di Enzo Angelini, che “chiedeva soldi alla Regione” e come arma di pressione “non pagava gli stipendi”. “Loro invece levano la colazione agli sfollati”, ha ringhiato Chiodi.
Un clima avvelenato, che non lascia presagire nulla di buono.
CHIODI-CHOC: ”ALBERGATORI COME ENZO ANGELINI, TOLGONO COLAZIONE A SFOLLATI”
L’AQUILA – “Gli albergatori mi sembrano come Enzo Angelini, che chiedeva soldi alla Regione e per farseli dare non pagava gli stipendi. Loro tolgono la colazione agli sfollati”.
È una replica durissima quella del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alle rimostranze degli albergatori del capoluogo, che da mesi minacciano di sospendere i servizi ai concittadini che ospitano se non arriverà il pagamento delle spettanze arretrate.
“Tre giorni fa – ricorda Chiodi – ho firmato un mandato di pagamento da 2 milioni 600 mila euro, e gli albergatori sanno benissimo che la settimana prossima metterò in pagamento altri 20 milioni. Nel giro di una settimana arriveremo a circa 24 milioni per gli alberghi”.
“Posso capire le loro rivendicazioni – spiega il commissario – ma quello che è inaccettabile è che facciano leva sugli sfollati, togliendo loro la colazione per esercitare pressione. Eticamente questo è discutibile, non certo le pretese commerciali che hanno in base al contratto”.
“Io stigmatizzo non le richieste, che sto cercando di soddisfare, ma il tentativo di far scontare questa situazione agli sfollati”, aggiunge ancora.
Il presidente respinge l’obiezione della vice presidente di Federalberghi, Mara Quaianni, che ha ricordato che “già dal 21 maggio 2009 gli albergatori della costa lasciarono i terremotati senza pasti e dovette intervenire la Protezione civile”.
Episodi che, per Chiodi, “saranno pure avvenuti, ma sono stati sempre sporadici. E poi – rincara la dose – che le proteste ci siano sulla costa, voglio pure capirlo. Ma dagli aquilani proprio no”.
Il commissario rilancia ricordando anche che gli albergatori “hanno un contratto di remunerazione molto buono. Sapevano – aggiunge – che con quello che è successo si sarebbero allungati i tempi, ma hanno gli alberghi pieni. Quando mai avrebbero fatturato 1,8 milioni altrimenti?”.
Chiodi, infine, boccia, ritenendola inutile, anche la richiesta di organizzare un vertice.
“Se vogliono un incontro possono farlo con i nostri uffici. Ho messo 20 milioni – conclude – c’è proprio bisogno che gli albergatori li riceva io, che ho migliaia di cose da fare?”.
SGE: ”SOLDI DISPONIBILI, PRIMA L’INCONTRO E POI SI PAGA”
L’AQUILA – In riferimento al decreto numero 20 firmato dal commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sono a oggi disponibili e accreditati presso la Banca d’Italia i fondi per il pagamento delle fatture per gli alberghi e le attività ricettive che ospitano la popolazione aquilana dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Alla luce di ciò, previo incontro con le organizzazioni regionali di categoria, nei prossimi giorni si procederà al pagamento delle spettanze per gli albergatori.
LA LETTERA DEGLI ALBERGATORI
Questo il testo completo della lettera.
Ci vuole proprio una faccia tosta a fare le affermazioni che ha rilasciato contro gli albergatori aquilani e, quindi, ormai è da ieri sera ufficiale: Chiodi la faccia tosta ce l’ha. Eccome. Perché?
Proprio perchè, invece di chiedere scusa per non aver rispettato da lunghi mesi a oggi gli impegni e le convenzioni sottoscritte con gli albergatori, è arrivato impudentemente all’insulto, che restituiamo al mittente.
Chi non rispetta gli impegni non può ergersi in cattedra, innanzitutto perché inadempiente, e chi è inadempiente dovrebbe almeno avere l’educazione e l’umiltà per scusarsi sia con gli albergatori, che da mesi hanno rappresentato le difficoltà esistenti e sostenuto costi e oneri finanziari aggiuntivi, il ritardo dei pagamenti supera otto, diconsi otto mesi, sia con le popolazioni assistite e ospiti di quegli albergatori, ai quali anche recentemente i terremotati hanno testimoniato solidarietà e gratitudine anche pubblicamente.
Quindi, se c’è qualcuno che è “disumano” non è tra gli albergatori aquilani che bisogna cercarlo, ma al commissariato straordinario.
Sono mesi che avevamo avvertito che la corda si sarebbe spezzata. Lo abbiamo fatto in incontri, con note e con pubblici comunicati e non siamo stati né i primi, né i soli. Già a maggio 2009, a solo un mese dal sisma, a Roseto furono i primi colleghi a ribellarsi perché non ricevevano un soldo e che sospesero le erogazioni di servizi.
Quindi le chiacchiere stanno a zero, caro Chiodi, e se qualcuno di voi pensa che i costi dell’assistenza e della ricostruzione del territorio colpito dal sisma debbono essere sostenute dal sistema delle imprese aquilane, avete sbagliato genere, numero e caso.
Ricordiamo altresì che le imprese aquilane, a oggi, non hanno ricevuto un euro per la ristrutturazione delle proprie strutture, né indennizzi per i danni subiti dalle loro attività.
Infine, gli albergatori comunicano che sono pronti a sospendere le proteste immediatamente non appena il commissario si renderà disponibile, come richiediamo da mesi, a un incontro utile a definire le problematiche relative alle scadenze previste e/o possibili.
IN MATTINATA RIUNIONE FIUME
L’AQUILA – Non è ancora partito lo sciopero degli albergatori dell’Aquila annunciato ieri. Lo svela la vice presidente di Federalberghi L’Aquila, Mara Quaianni, portavoce della categoria da quando sono cominciati i disagi.
“Stiamo andando in riunione – spiega – al momento ancora non abbiamo deciso nulla, entro oggi prenderemo una decisione sul cominciare o meno la sospensione dei servizi”. Gli esercenti insomma sono ancora dubbiosi sul taglio delle pulizie, dei cambi e dei pasti.
Da fonti vicine alla Federalberghi dell’Aquila si apprende che gli albergatori aquilani potrebbero proporre una tregua al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, se, nella giornata di oggi, verrà convocata in tempi strettissimi una riunione nella quale fare un programma di rientro della spettanze arretrate.
Comunque gli albergatori titubano ancora a passare alle vie di fatto. Sarà per le reazioni polemiche anche verso gli stessi hotel suscitate dall’annuncio, sarà perché il commissario Chiodi ha risposto con un altro annuncio, quello dell’arrivo di 2,6 milioni per le spettanze fino a febbraio.
“Di questi soldi non sappiamo ancora nulla – commenta la Quaianni – ma è anche vero che se Chiodi ha firmato ieri non ci sono ancora i tempi tecnici per l’arrivo. Vedremo se concedere ancora fiducia al commissario”.
Quello che non va giù agli albergatori è l’accusa di aver assunto un atteggiamento “disumano”, una vera cannonata lanciata ieri da Chiodi a corredo dell’annuncio sull’arrivo dei quattrini.
“È un’accusa assurda – sbotta la vice presidente di Federalberghi – Chiodi dimentica che già dal 21 maggio 2009 gli albergatori della costa lasciarono i terremotati senza pasti e dovette intervenire la Protezione civile. Noi invece cominciamo nove mesi dopo. Questo Chiodi se lo è dimenticato ma io lo ricordo molto bene”.
Sulla compatezza del fronte della protesta, apparsa non esattamente granitica secondo un sondaggio di AbruzzoWeb, la Quaianni replica dicendo che “solo qualche hotel ha dubbi perché ha ospiti disabili. La maggior parte di noi – conclude – è compatta”.
LE PROTESTE DEGLI ALBERGATORI:
LA PRIMA PROTESTA: ”CACCIAMO GLI SFOLLATI”
LA PROTESTA CORRETTA: ”SOSPENDIAMO I SERVIZI”
LA SECONDA PROTESTA: ”CONSEGNEREMO LE CHIAVI”



