L’AQUILA – Nel provvedimento con cui la Procura della repubblica dell’Aquila comunica ai sei indagati le informazioni di garanzia si sottolinea che gli stessi hanno commesso i presunti reati in cooperazione colposa con otto persone decedute.
Si tratta di Vito D’Innocenzo, collaudatore statico; Antonio Ruberto, presidente della commissione collaudo; Vito Sanzo, componente commissione di collaudo; Federico Marini, componente della commissione di collaudo; Gaetano Del Vecchio, componente commissione di collaudo; Antonio Pascali, titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori del primo, secondo e terzo lotto; Vincenzo Rossetti ingegnere capo dei lavori delle strutture del terzo lotto; Giuseppe Isernia, componente commissione di collaudo.
Secondo quanto scritto dai Pm, “nelle qualità e con le condotte commissive e omissive contestate”, gli indagati e le persone decedute “cagionavano il crollo parziale, con cedimento di strutture portanti o comunque cooperavano nel porre le condizioni del crollo parziale, con cedimento di strutture portanti dell’ospedale San Salvatore con particolare riferimento all’edificio 3 (zona ingresso del pronto soccorso) in cui si verificava il cedimento strutturale di numero 8 pilastri, dell’edificio 10 (zona Farmacia) con il cedimento strutturale di nove pilastri, e al muro di tamponamento esterno dell’edificio 3 sovrastante la zona ingresso carrabile del pronto soccorso, in mattoni a cortina della superficie complessiva di 60 metri quadrati posto a una altezza di 10 metri da terra, completamente crollato”.



