PESCARA – Il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani ha incontrato questa mattina una delegazione della marineria pescarese, bloccata dallo scorso anno a causa del mancato dragaggio del porto cittadino.
Con Tajani, invitato a Pescara dal presidente della Provincia, Guerino Testa, c’erano il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello, l’assessore regionale all’Agricoltura dello stesso partito Mauro Febbo e il comandante della Direzione marittima, Luciano Pozzolano.
Al centro della riunione il via libera, che deve arrivare dalla Ue, affinché la marineria pescarese possa beneficiare dei 3 milioni di euro previsti dallo Stato italiano nel “decreto Sviluppo”.
Il rischio è che gli aiuti di Stato vengano ritenuti illegittimi da Bruxelles. Tajani ha assicurato che martedì parlerà della vicenda pescarese con il commissario europeo che si occupa della Pesca, Maria Damanaki, spiegandole che non si tratta di “una situazione normale, semplice”, che in città “c’è tensione sociale” per lo stop imposto a tutte le attività legate al porto.
Bisogna impedire, per il vice presidente della Commissione europea, “che ci sia una lettura burocratica della richiesta” che porterebbe a dire che sono aiuti di Stato illegittimi.
Tajani chiederà la prossima settimana alla sua collega che “non ci sia una interpretazione burocratica delle norme”.
“Farò di tutto – ha assicurato – perché la vostra richiesta possa essere accolta e per far capire qual è la vostra situazione”.
“Non faccio facili promesse – ha concluso – ma credo che ci siano dei margini per raggiungere un buon obiettivo anche se bisogna lavorare molto”.
SI VA VERSO PROROGA FERMO PESCA
Intanto si prospetta una proroga del fermo pesca obbligatorio, che scadrà il prossimo 28 febbraio, considerando il mancato avvio dei lavori di dragaggio (presso la darsena commerciale si trova il motopontone arrivato domenica scorsa).
Febbo sta studiando il problema per capire quali possano essere le soluzioni che non vadano ulteriormente a gravare sulla marineria di Pescara, ferma in pratica da due anni.
Il prolungamento del fermo pesca è la diretta conseguenza dell’inagibilità e impraticabilità del porto di Pescara dove i lavori di dragaggio potrebbero slittare di alcune settimane, anche in considerazione dell’attesa per i risultati dei campionamenti.
I pescatori e gli operatori commerciali portuali attendono però risposte.
“Ci preme capire quali saranno i tempi del dragaggio – ha dichiarato Francesco Scordella, in rappresentanza degli armatori – considerando che dopo tutto questo tempo la marineria pescarese ha perso competitività”.
QUAGLIARIELLO: “SITUAZIONE ESASPERANTE”
“La situazione del porto di Pescara è arrivata a un livello di esasperazione che non può e non deve lasciare insensibili la classe politica e soprattutto coloro che hanno responsabilità istituzionali”.
Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.
“Oggi – prosegue – dal vicepresidente della Commissione Antonio Tajani è venuto l’impegno a far emergere in sede europea la verità dei fatti, e cioè che i soldi stanziati a favore delle categorie colpite dal blocco del porto sono da intendersi come contributi per far sì che la concorrenza non sia falsata, nell’interesse non soltanto dei pescatori di Pescara: esattamente il contrario degli aiuti di Stato che in sede europea sarebbero considerati illegittimi”.
“È necessario però – afferma ancora Quagliariello – agire ora con altrettanta urgenza su un altro aspetto del problema: a un mese dall’espletamento della gara per il dragaggio, i lavoratori e gli imprenditori devono poter avere cognizione dei tempi nei quali i lavori avranno inizio e si svolgeranno. È il minimo che si possa fare affinché la situazione non degeneri. Arrivati a questo punto, di fronte a una inerzia che si prolunga, il ministero competente non può esimersi dall’intervenire e dire come stanno le cose”.
“Sin da oggi, in tal senso – conclude – solleciterò un incontro con il ministro Passera e il sottosegretario Improta”.





