L’AQUILA – “Qui all’Aquila abbiamo fatto delle liste buone a cominciare da Lucio Gaspari al Senato. Siamo alleati autonomamente al centrosinistra, in Abruzzo c’è una grande tradizione democratico-cristiana, che è quella in cui mi muovo io. Crediamo di poter dare un contributo decisivo ad una svolta che nel Paese”.

Ha incontrato la stampa aquilana prima di dedicarsi all’incontro con gli elettori all’interno della sala conferenze dell’Hotel Canadian l’onorevole leader del Centro Democratico Bruno Tabacci, che sostiene il candidato premier del Pd Pierluigi Bersani alle elezioni di fine febbraio, arrivato nel capoluogo abruzzese per la prima delle tre tappe (le altre sono a Pescara e Vasto (Chieti) di un giro elettorale ‘mordi e fuggi’.

Tabacci, accompagnato dal coordinatore regionale Gino Milano, era insieme ai consiglieri regionali Camillo Sulpizio e Paolo Palomba e il capolista Lucio Gaspari.

“Le condizioni per far riprendere L’Aquila e le aree terremotate dell’Abruzzo ci sono – ha detto Tabacci – che potranno aiutare anche il Paese, perché sulla ricostruzione e le grandi infrastrutture si gioca una ripresa del prodotto interno lordo, quindi conviene investire qui.

Arriva anche una ‘bastonata’ all’ex premier Silvio Berlusconi, che lamenta un’influenza della magistratura contro la candidatura del centrodestra.

“Berlusconi con la legalità ha poco da spartire – il commento di Tabacci – non sono in grado di commentare i suoi giudizi, ma vedo che da parte sua c’è la volontà di sottoporre agli italiani un nuovo contratto dopo averli fregati una volta. Spero che gli italiani non lo votino più, idem i cittadini aquilani”.

Tabacci si è poi soffermato sullo scandalo del Monte dei Paschi di Siena.

“Sono tra i pochissimi che in questi anni si sono battuti sul tema della trasparenza del sistema bancario – ha affermato – uscendo spesso sconfitto. Ricordo i contrasti con l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, il quale autorizzò le due scalate incrociate su Antonveneta e Bnl. Gli incroci tra politica e banche sono stati molto pesanti, esagerati al limite dello scandalo nel caso di Siena, ma che i partiti abbiano tentato di arruolare banchieri in questi anni ce ne sono, a cominciare dalla Lega che attraverso Tremonti voleva mettere le fondazioni bancarie sotto il controllo degli enti locali. Quindi il Mps ha avuto dei ‘padri ispiratori’ molto precisi. Non dimentichiamo, sempre per quanto riguarda la Lega, che ha dato vita all’esperienza di Credieuronord, una banca finita in disastro dopo cinque operazioni, si sono mangiati un capitale sottoscritto da 20 mila camicie verdi. Per non parlare di Berlusconi, che con la Banca di Lodi tentò di scalare il Corriere della Sera con Ricucci”.

“I senesi hanno la banca che ‘coincide’ con Palio – ha quindi aggiunto – una cosa che non poteva reggere. Penso che sarà bene affermare un principio di distinzione totale tra il ruolo delle fondazioni e quello della gestione delle banche, che vanno gestite nell’interesse non solo dei risparmiatori, ma anche delle famiglie e delle imprese”.

“Berlusconi succube della Merkel? Infatti l’anticipo del pareggio di bilancio è stato deciso da lui nell’agosto del 2011 – ha detto Tabacci tornando a Berlusconi – non glielo aveva chiesto nessuno, forse doveva assecondare qualcuno. Quell’anticipo ha determinato una sorta di politica che invece di essere anticiclica, quindi adatta a contrastare la crisi, è stata prociclica”.

“A Berlusconi è consentito di dire tutto e il contrario di tutto – ha concluso – come per le New Town all’Aquila: invece di ricostruire, ha inventato dei ghetti, come con Milano 2. Voleva fare una ricostruzione partendo da zero, come in Friuli, magari anche numerando le pietre. Io dissi questo tre mesi dopo il terremoto in una trasmissione, c’era il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in collegamento. Dissi questo nel silenzio generale”.