L’AQUILA – C’è una somma di poco meno di 300 mila euro, usata per pagare gli stipendi invece che i debiti, a dividere le due fazioni in cui si è spaccata L’Aquila Rugby.

La società neroverde oggi era chiamata a un nuovo consiglio d’amministrazione ma la riunione “decisiva” al momento di scrivere sembra destinata a finire nuovamente in fumata grigia. Insomma, non si deciderà nulla.

Quella che emerge sempre più chiara, invece, è la distinzione tra due diversi modi di intendere il club, che ha già portato a una frizione che sfocerà inevitabilmente in lite.

In particolare, da quanto appreso da AbruzzoWeb, lo scontro c’è sul “tesoretto” che, in base alla vecchia linea societaria, era già destinato al ripianamento del debito strutturale del club, deficit che nelle ultime due estati ne ha messo a serio pericolo la sopravvivenza.

I fornitori vanno pagati, i buffi ridotti, questo l’intendimento dei due plenipotenziari degli ultimi anni, i dirigenti Marco Molina e Massimiliano Placidi.

Ma poi qualcosa è cambiato. Sono entrati gli imprenditori Eliseo Iannini e Marzia Frattale che hanno proposto un’ipotesi diversa. Un progetto triennale societario e tecnico, su cui questo giornale ha già scritto.

E nel piano la ‘parte sportiva’ ha un ruolo preponderante, d’altronde è una società sportiva. La nuova linea in questo caso ha prevalso, ecco perché i 300 mila sono stati stornati per pagare i compensi agli atleti, con il chiaro intento di motivarli a centrare uno straccio di risultato migliore rispetto agli attuali da incubo.

Chi ha ragione e chi ha torto, difficile dirlo ora. Meglio avere più debiti (120 mila euro ancora di rosso) e potenziare una squadra che rischia seriamente la retrocessione, oppure puntellare il sodalizio sperando che i ragazzi di Umberto Lorenzetti riescano da soli a condurre in porto una barca che naviga in acque burrascose?

Perfettamente in mezzo a questi due estremi c’è il sindaco, Massimo Cialente, socio per statuto, che ha rapporti con entrambe le fazioni e si trova preso in mezzo.

La battaglia è appena cominciata e qualsiasi sarà il gruppo a prevalere sarà destinato inevitabilmente a fare fuori l’altro.

COM’E’ ANDATO IL VERTICE

Nulla di nuovo in casa dell’Aquila Rugby.

L’ennesimo Consiglio di amministrazione ha deciso di continuare sulla vecchia strada e quindi di non approvare, almeno per ora, il progetto costruito dal consigliere Eliseo Iannini e dalla vice presidente Marzia Frattale che si è dimessa giovedì scorso.

Insomma si continuerà a navigare a vista.

La linea voluta ‘conservatrice’ dal presidente Romano Marinelli e sostenuta dal consigliere Augusto Iovenitti sarebbe stata accettata anche dal sindaco Massimo Cialente, che da statuto del club fa farte di diritto nel Cda, e dall’altro consigliere Valentino Cianfarano.

Ora bisognerà vedere le prossime azioni della Old Rugby, pronta a collaborare con L’Aquila Rugby se fosse passato il progetto triennale del tandem Iannini-Frattale.

Rimarrà fuori anche Massimo Mascioletti, che doveva diventare il referente del Consiglio sportivo neroverde.

Intanto sabato la squadra è attesa da una delicata sfida per la salvezza contro la maglia nera del campionato d’Eccellenza, i Crociati Parma.

Pare che il morale della squadra non sia molto alto, visto che gli atleti aspettano ancora uno stipendio e sono stati distratti dalla bagarre che si è  creata nel Consiglio di amministrazione. (s.cas.)