CHIETI – Dopo circa due ore di anticamera, si è svolto oggi, lunedì 7, l’incontro per fare il punto della situazione sulla stato di attuazione del progetto In.Te, per la riqualificazione dell’area ex Burgo.

L’incontro era fissato in Comune alle ore 12, ma il sindaco Umberto Di Primio ha ricevuto i lavoratori circa due ore dopo, dopo che anche il coordinatore del programma In.Te Domenico Merlino intorno alle 13.30 aveva deciso di lasciare il Comune, pressato da altri impegni.

Merlino ha comunque avuto modo di parlare ai lavoratori ex Burgo, riuniti in un comitato che raccoglie i 133 in attesa che le promesse di rioccupazione diventino realtà.

L’ingegnere ha spiegato che i progetti ci sono, i primi cinque sono stati già depositati in Comune lo scorso 21 dicembre, ma ha detto anche che bisognare accelerare l’iter burocratico, altrimenti si rischia che vada tutto in fumo.

L’iter prevede che il Suap, lo sportello unico per le attività produttive, rilasci un parere positivo a seguito del quale le imprese che vogliono investire in quell’area possono aderire al programma In.Te e comprare i terreni dalla Burgo, supportati da Banca Marche. A questo punto le aziende dovranno richiedere al Suap i permessi per costruire.

Il Suap, invece, per poter rilasciare il proprio parere deve prima acquisire quelli di Asl e Comune.

Un prossimo incontro per verificare a che punto si trovi l’iter burocratico è stato fissato per la prossima settimana. L’ingegner Merlino ha anche detto che intorno a metà mese ha intenzione di presentare nel corso di un incontro pubblico i primi cinque progetti. Nel frattempo, però, dovranno essere arrivati i pareri del Suap, altrimenti si rischia il fallimento.

I cinque progetti presentati a dicembre al Comune dovrebbero assicurare lavoro a circa 120 persone, di cui una quarantina potrebbero essere ex lavoratori della storica cartiera.

Le aziende pronte a costruire i capannoni sono: Regeneration Material, Hst Italia, Feral recycling e Cna.

Il capannone più grande è quello della Regeneration Material, che nei suoi 4.500 metri quadri di spazio intende dare lavoro a una sessantina di persone, la metà potrebbe essere ex Burgo.

La Cna, invece, costruirà solo il capannone di 875 metri quadri senza offrire posti di lavoro, mentre Dinamica, in un capannone di 500 metri quadri metterà al lavoro una decina di persone, di cui due ex Burgo, l’azienda di sistemi tecnologici Hst Italia, in una struttura di 1.200 metri quadri darà occupazione a 20 addetti di cui cinque ex Burgo e, infine, l’azienda che si occupa di rottami metallici Feral recycling darà lavoro a una trentina di persone, di cui cinque ex Burgo. (ar.ia.)