PESCARA – Nonostante forti segnali di ripresa a livello nazionale, scendono i livelli percentuali dell’export abruzzese che, nel terzo trimestre 2012, fa registrare -3,9% (+2,2% in Italia). Anche considerando i primi nove mesi dell’anno, le esportazioni fanno registrare il -4,5%, contro la media nazionale del +3,5%.
È quanto emerge da uno studio curato, per conto della Cna Abruzzo (Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa), dal ricercatore Aldo Ronci, che ha elaborato dati Istat.
In particolare, nei primi tre mesi dell’anno, il giro d’affari delle esportazioni abruzzesi è stato di 1.646 milioni di euro, con una flessione di 66 milioni rispetto ai 1.712 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
In termini percentuali, la differenza negativa tra il dato regionale e quello nazionale è pari al 6,1%.
Per quanto riguarda i settori produttivi, tengono gli autoveicoli (+2,4%) e crollano i mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli (-37,1%), mentre gli altri prodotti si attestano sul -3,5%.
Prendendo in considerazione i primi nove mesi del 2012, l’export abruzzese è stato pari a 5.206 milioni di euro, contro i 5.450 milioni dello stesso periodo del 2011, con una flessione di 244 milioni di euro. La differenza tra il dato regionale e quello nazionale è dell’8%.
Nel complesso, registra una brusca flessione il settore dei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli (-39,1%) e calano anche le esportazioni di autoveicoli (-2,3%). Il dato degli altri prodotti esportati dalle piccole e piccolissime imprese rimane, invece, sostanzialmente invariato (-1,3%).
Tra i settori che nei nove mesi fanno registrare gli incrementi più significativi vi sono la produzione di articoli farmaceutici (+19,7%), di macchine e apparecchi (+6,7%) e i prodotti agricoli (+10,3%).
Tra i decrementi più importanti vi sono, oltre ai mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, gli articoli in gomma e plastica (-10,2%), i prodotti tessili (-7,9%), l’abbigliamento (-11,4%), apparecchi e componenti elettronici (-7,8%), i prodotti chimici (-11,3%) e quelli per la carta e la stampa (-18,5).
“L’Abruzzo dell’export – commenta il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo – continua a essere dominato dall’andamento dei grandi gruppi industriali, che per anni ha condizionato positivamente l’export. Tuttavia oggi si tratta di cambiare passo, senza più fare della produzione di mezzi di trasporto l’unico riferimento del nostro export: il tentativo di strutturare il sistema delle piccole imprese sui mercati internazionali, anche attraverso la creazione di poli di innovazione e di reti d’impresa – conclude – muove nella giusta direzione”.





