PESCARA – Ha preso il via, a Palazzo di Giustizia, la requisitoria del pm Gennaro Varone relativa al processo su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara (inchiesta Housework), che nel dicembre 2008 ha portato all’arresto dell’allora sindaco Luciano D’Alfonso.
Le conclusioni sono previste nella prossima udienza, in programma lunedì 10 dicembre.
Nel corso del suo intervento, il pm ha ripercorso, fra le altre, le vicende riguardanti il bando delle aree di insulta, il project financing dei cimiteri cittadini, la ‘lista Dezio’, la realizzazione della villa di D’Alfonso a Lettomanoppello (Pescara) e i rapporti con la ditta Cardinale, i viaggi e i rapporti tra l’ex sindaco e l’imprenditore Carlo Toto, anche lui fra gli imputati nel procedimento.
A proposito proprio dei rapporti con Toto, Varone ha sottolineato che “l’idea è che la famiglia Toto fosse economicamente e totalmente a disposizione di D’Alfonso. Si chiede e Toto dà”.
Varone ha, inoltre, prodotto una memoria scritta relativa soprattutto alle questioni amministrative. Nell’inchiesta sono coinvolte in totale 24 persone, tra cui diversi imprenditori.






