L’AQUILA – Sindacati uniti per chiedere chiarezza sul futuro  dei 200 lavoratori di Abruzzo Engineering, tirata in ballo nei giorni scorsi dalle cronache relative alla bufera giudiziaria che ha colpito l’ex assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Daniela Stati, suo padre Ezio ed altre tre persone.

Nel corso di una conferenza stampa Emilio Speca della Filcams Cgil, Davide Frigelli di Fiscat-Cisl, Pietro Paolelli della Uiltucs-Uil ed il segretario regionale dell’Ugl Abruzzo Piero Peretti hanno invocato a chiare lettere un intervento del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, affinchè venga ribadita la volontà di rilanciare l’azienda e si arrivi all’affidamento di commesse per completare l’accordo sulla riorganizzazione della società.

A destare maggiori preoccupazioni nei sindacati è la mancanza di un piano industriale che garantisca prospettive e lavoro ai duecento lavoratori in cassa integrazione in deroga.

“La società Abruzzo Engineering (AE) – spiega Emilio Speca – può avere lavoro solo dai soci che la compongono, ovvero Regione (60% delle quote), Selex Service (30%) e Provincia dell’Aquila (10%). Da circa un anno i lavoratori sono in cassa integrazione, in deroga, al termine della quale rischia di profilarsi lo spettro dei licenziamenti. Tutto ciò nonostante le enormi potenzialità e le professionalità che non vengono sfruttate per la ricostruzione all’Aquila e nel cratere. Tutto ciò è accaduto perchè i lavori che dovrebbero arrivare dai soci sono bloccati. Il blocco degli affidamenti ha comportato un ulteriore appesantimento delal Cig, che riguarda la quasi totalità dei dipendenti e l’inapplicabilità del piano industriale presentato a novembre 2009”

Tra giugno e luglio si sono tenuti incontri tra sindacati, presidente Chiodi e capigruppo in Regione.

“In entrambi gli incontri – spiega Davide Frigelli, Cisl – abbiamo avuto garanzie da parte di tutti, di un interessamento finalizzato alla piena applicazione del piano industriale con lo sblocco dei lavori ed il dovuto affidamento degli stessi ad AE. Il presidente Chiodi ha confermato
l’utilità della società ed ha invitato naoi e la dirigenza di Abruzzo Engineering a raggiungere un accordo che prevedesse una riorganizzazione della società stessa”

Il 22 luglio scorso i sindacati hanno presentato un documento all’azienda ed ai lavoratori riguardante l’applicazione del piano industriale, basato sia in ordine quantitativo che in ordine temporale.

“La dirigenza – spiega Paolelli della Uil – si era impegnata a dare risposte entro il 10 agosto. Quello che sta accadendo in questi giorni deve essere immediatamente chiarito e non deve essere preso a pretesto per bloccare i lavori a affidare ad AE, ma deve dare risposte finalizzate a scoprire eventuali approfittatori, se ci sono, sia in seno alla politica che in seno all’azienda, mantenendoil dovuto rispetto ai lavoratori, da sempre operosi ed onesti”

“Da un anno – chiosa Peretti – siamo in prima linea per evitare lo svuotamento di AE e non rinunceremo al nostro ruolo di difesa dell’occupazione e di proposta rispetto allo sviluppo della società che molto potrebbe fare per la nostra disastrata regione. Non intendiamo fermare il confronto avviato sul piano industriale e nonostante le vicende di questi ultimi giorni è necessario che il presidente Chiodi chiarisca la volontà di rilanciare AE e che contestualmente si impegni per l’affidamento dei lavori, in modo che possa essere completato l’accordo sulla riorganizzazione della socità. Per questo invieremo con urgenza una richiesta di incontro al Governatore della Regione Abruzzo ed al consiglio di amministrazione di Abruzzo Engineering”