L’AQUILA – Clima rovente nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Da quanto appreso da AbruzzoWeb, le infermiere (che sono una decina in totale) hanno chiesto in massa il trasferimento in altri reparti a causa del superlavoro a cui sono sottoposte per la carenza di organico: turni lunghissimi e un carico massacrante per supplire ai tagli operati dalla direzione generale della Asl.
Si tratta di lettere formali inviate all’azienda che, al momento, non ha risposto. Una mossa provocatoria ma dettata dall’esasperazione.
Tanto più che è uno dei reparti più delicati della struttura sanitaria, dove non si può sbagliare, men che meno per il troppo stress.
“Fino a quando dovremo sacrificarci?”, chiede esasperata qualcuna di loro, lamentando uno stress sia fisico sia psicologico che sarebbe documentato, in alcuni casi, anche da specifico certificato medico.
Una sofferenza che si vive anche nella sala parto, punto delicatissimo del reparto che ogni anno vede circa 1.000 nascite, molte delle quali di bimbi stranieri: anche qui le 9 ostetriche sono sotto organico e per questo motivo costrette a turni di lavoro estenuanti.
Inoltre, le infermiere si rifiutano di operare anche nella sala parto perché già oberatissime di lavoro in corsia, lasciando di fatto le ostetriche da sole.
Proprio ieri mattina, sempre da quanto si apprende, si è tenuta una turbolenta riunione tra il primario, il professor Gaspare Carta, il responsabile della Cisl dell’Aquila Gianfranco Giorgi, e le ostetriche del reparto insieme alla loro responsabile, la dottoressa Patrizia Colaci.
Le levatrici hanno fatto presente quanto sia paradossale la situazione, con il numero di parti in aumento e l’organico in progressiva diminuzione.
Una condizione, quella del reparto di Ginecologia, sempre più difficile: qualche tempo fa questo giornale aveva denunciato una situazione di caos totale, con stanze stracolme, tanto che alcune pazienti erano state rimandate a casa per mancanza di posti.



