L’AQUILA – Acque agitate nel centrosinistra, e nel costituendo campo largo, che rischia di diventare un campo di battaglia, tanto che il tavolo programmatico, e la scelta del candidato presidente di Regione alle elezioni della primavera prossima, rischia di essere rinviato o addirittura saltare.

Forti malumori si registrano in questi ultimi giorni in particolare nella parte sinistra, radicale e progressista dell’ipotetica coalizione, perché è spuntata l’ipotesi della candidatura a presidente di Carlo Costantini di Azione, il partito di Carlo Calenda, ovvero dell’ala centrista e moderata. Irrita non poco poi la fuga in avanti del Partito democratico, che ha dato mandato, nella riunione di due giorni fa, al capogruppo in consiglio regionale, e papabile candidato anche lui, Silvio Paolucci, di sondare il campo e lavorare in prima persona alla costruzione dell’alleanza, alla definizione del programma e alla scelta del candidato presidente da contrapporre all’uscente Marco Marsilio di Fratelli d’Italia. Mettendo però così in discussione il percorso condiviso del tavolo programmatico, dove tutte le anime politiche avevano pari dignità.

E sarà in tal senso importante vedere chi si sarà sarà e chi no, nel tavolo convocato per venerdì 11 agosto, dopo che quello di lunedì scorso è stato all’ultimo momento annullato. Una cosa è certa, occorrerà attendere ben oltre ferragosto, per la scelta, se mai ci sarà del candidato unico del campo largo del centrosinistra.

Dunque c’è chi senza voler uscire allo scoperto, nell’ala sinistra accusa il Pd “lavorare ad un accordo previlegiato con Azione, un partito lontano da una piattaforma programmatica progressista, che alle elezioni comunali Teramo è arrivato ad appoggiare il candidato del centrodestra, rimediando anche una batosta contro il nostro candidato Gianguido D’Alberto“.

Un accordo, viene rivelato, che ruoterebbe intorno alla ipotesi di candidare presidente l’avvocato pescarese Carlo Costantini, ex parlamentare ed ex consigliere regionale dell’Italia dei Valori, già candidato presidente della Regione nel 2008, sconfitto da Gianni Chiodi di Forza Italia, e che ha poi aderito ad Azione nel settembre 2021.

Un nome proposto, ovviamente, dal coordinatore regionale di Azione e deputato Cesare Sottanelli, ma, questa una ulteriore accusa, non a tutti i componenti dell’ipotetico campo largo, ma ad un tavolo ristretto di decisori, composto, oltre che da Sottanelli,  per il Pd dal deputato sempre presente Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, e dall’ex segretario regionale e senatore Michele Fina e dal coordinatore del Movimento 5 stelle, l’ex sottosegretario Gianluca Castaldi.

E sotto accusa tra i pentastellati ci sarebbe anche lo stesso Castaldi, per questa sua iniziativa sotto coperta, e per una proposta di do ut des per accettare l’ipotesi Costantini, che riguarderebbe la partita delle future elezioni comunali a Pescara, ovvero la promessa da parte di Pd e Azione, di accettare un candidato sindaco scelto dallo stesso Castaldi, che non sarebbe però il vice presidente del consiglio vicario di M5s, Domenico Pettinari, che è già in piena corsa nella sua città, moltiplicando iniziative e attacchi al vetriolo al centrodestra di Carlo Masci.

Sarà un caso ma ieri in consiglio regionale Pettinari era non poco rabbuiato, nell’esprimere in solitaria il suo forte dissenso sull’assestamento di bilancio. E lo stesso dicasi di Sandro Mariani, di Abruzzo in Comune, con tessera del Pd, che sembra non condividere la linea politica che si sta delineando, e che non ha nemmeno votato l’assestamento, uscendo dall’aula.

Paolucci ieri, nel suo intenso lavoro di interlocuzione, ha incontrato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, sconfitto alle primarie dalla neosegretaria Elly Schlein. E ironizza il fronte della sinistra: “Paolucci sta lavorando a costruire non una coalizione progressista, in linea con la svolta politica impressa da Schlein, ma a favore di Carlo Calenda…”.

Azione, con Sottanelli e il vice segretario Giovanni Luciano, in un nota di oggi, dai toni perentori,  ha scoperto le carte, senza però fare mai il nome di Costantini: “se il nostro programma può trovare adesione e condivisione da parte di alleati che vogliano giocare la partita con schemi nuovi e credibili, bene. Altrimenti, con orgoglio e determinazione, Azione scenderà in campo per scrivere la sua pagina nella storia della Regione Abruzzo”, tuona  Luciano che avvisa: “Azione ha già pronta la lista di uomini e donne che correrà alle prossime elezioni,  ma ancor prima ha pronto un programma di governo tutto giocato sull’obiettivo dello sviluppo sociale ed economico immediato della regione e improntato ad una nuova e credibile chiave politica”.

In questa situazione sempre più ingarbugliata si registra anche la presa di posizione di Italia Viva, e il coordinatore regionale Camillo D’Alessandro che ha parlato “di nodi vanno ancora sciolti”, ammonendo che una coalizione si costituisce sui temi, non sui veti”, e questo “vale per tutti”, con riferimento, si suppone alla fuga in avanti del Pd.

Italia Viva ha poi confermato “il lavoro di costruzione di una lista unica dei riformisti abruzzesi, auspicabilmente con +Europa, Socialisti”,  e la stessa Azione, con cui Italia via è però separata in casa dopo il tentativo fallito di Matteo Renzi e Calenda di costruire il terzo polo.

I papabili presidenti, secondo i rumors, sono oltre ai citati Paolucci, Costantini e Castaldi, Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd; Enrico Marramiero, amministratore unico di Cantina Marramiero, e a capo delle società di costruzione Alma C.i.s ed Md; Paolo De Cesare, vicesindaco di Chieti, anche lui imprenditore nel settore delle costruzioni, già presidente dei Giovani dell’Ance,  e Americo Di Benedetto, consigliere regionale della civica Legnini Presidente, alle elezioni comunali dello scorso anno all’Aquila appoggiato nella sua lista civica da Azione.