L’AQUILA – Si rialza il vento della protesta all’Aquila contro la restituzione del 100 per cento delle tasse sospese dopo il sisma che ha distrutto la città dell’Aquila il 6 aprile 2009.

L’appuntamento è domani pomeriggio alle 16 davanti la prefettura dell’Aquila, che si trova nella caserma della Scuola della Guardia di Finanza in viale delle Fiamme Gialle.

La decisione è stata presa dall’assemblea cittadina che si è riunita lunedì nel tendone di piazza Duomo, ma a capo della manifestazione ci saranno istituzioni e forze sociali, insieme alle forze sindacali e imprenditoriali.

La convocazione è stata ribadita direttamente dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente attraverso una lettera inviata a tantissime istituzioni.

“Vi aspetto numerosi – scrive in sindaco nella missiva – Soltanto uniti e coesi riusciremo a lanciare un segnale forte, superando così, ancora una volta, l’ennesimo ostacolo”.

LA LETTERA INTEGRALE

Visto l’esito della manifestazione dello scorso 22 ottobre relativa alla problematica della restituzione del 100 per cento del contributi Inps e Inail sospesi in seguito al sisma del 2009 e l’intenzione manifestata dall’assemblea e dai sindaci presenti di organizzare un “presidio statico” davanti alla sede della Prefettura dell’Aquila;

Visto il crescente allarme sociale derivato da una crisi economica senza precedenti che sta investendo pesantemente i nostri territori, già duramente provati dalle conseguenze del sisma del 2009, con aziende in difficoltà e lavoratori sempre più preoccupati per il proprio posto di lavoro;

Vista la necessità di lanciare un messaggio alle istituzioni locali e nazionali per ricordare la drammatica situazione in cui versa il cratere sismico e le conseguenze di scelte scellerate;

È convocata una mobilitazione generale per domani venerdì 26 ottobre 2012, a partire dalle ore 16, davanti alla sede della Prefettura dell’Aquila, sita nella caserma della Scuola della Guardia di Finanza in viale delle Fiamme Gialle (L’Aquila).

Vi aspetto quindi numerosi: soltanto uniti e coesi riusciremo a lanciare un segnale forte, superando così, ancora una volta, l’ennesimo ostacolo.

CHIODI: ”CONGELARE QUELLE CIRCOLARI”

“Ritengo necessario e urgente che il Governo possa adottare tutte le iniziative tecniche e politiche necessarie nei confronti delle istituzioni europee affinché venga riconosciuto che gli aiuti concessi ai cittadini e alle imprese nazionali in occasione di calamità naturali, rientrano nella categoria derogatoria degli aiuti considerabili come lesivi della concorrenza”.

Sono le richieste che il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, avanza al governo nella nota indirizzata al ministro del Lavoro Elsa Fornero, al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, in merito alla restituzione delle tasse sospese nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, come previsto nelle circolari di Inps (numero 116 del 19 settembre 2012) e Inail (numero 46 del 21 settembre 2012).

“Altrettanto urgente – aggiunge Chiodi – che il governo, con il ministro di riferimento degli Istituiti previdenziali e assistenziali competenti, congeli le interpretazioni, in quanto preventive rispetto ad una questione non ancora accertata”.

“Non posso nasconderle – sottolinea nella nota – il clamore che le circolari appena ricordate hanno creato nell’opinione pubblica abruzzese e nei rappresentanti delle istituzioni locali a ogni livello. Ciò in quanto è apparso, giustamente a mio avviso, che gli istituti interessati siano andati oltre le competenze loro attribuite, disconoscendo, di fatto, una legge del Parlamento”.

“A questo – prosegue il governatore – non può essere opposto il rischio di una possibile violazione alle norme europee, allorquando non si è di fronte a una decisione consolidata, bensì all’avvio di una procedura di verifica della reale violazione delle norme che regolano a livello europeo la concorrenza. E, ancora, esclusivamente sulla base del predetto rischio non possono gli istituti citati ridefinire i confini della legge con gravi ripercussioni economiche sui territori colpiti dal sisma dell’aprile 2009 e stimolare, altresì, altri enti a comportarsi in modo analogo provocando conseguenze la cui gravità è facilmente immaginabile”.

“Nel merito, poi – conclude Chiodi- si consideri che lo stesso Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, laddove elenca le pratiche non coerenti con il diritto alla libera concorrenza, esclude già gli aiuti concessi in seguito a calamità naturali, come nel caso di specie”.