PESCARA – Aprire subito un tavolo con la Regione sulla vertenza Abruzzo Engineering e dare vita ad una serie di manifestazioni di protesta, iniziando dalla presenza dei lavoratori al Consiglio regionale di martedì prossimo.
Ad annunciarlo i sindacati alla sessantina di lavoratori che hanno preso parte all’incontro di oggi pomeriggio a Pescara, nella sede della Cgil.
L’incontro si è svolto alla presenza di Emilio Speca (Filcams Cgil provincia dell’Aquila), Maurizio Spina (segretario regionale Cisl), Sandro Giovarruscio (Cgil regionale), Luca Ondifero (Filcams regionale) e Leonardo Piccinno (segretario regionale Fisascat Cisl). Ha partecipato anche il consigliere regionale Maurizio Acerbo, che ha ricordato di essere stato all’epoca contrario alla creazione della società partecipata, ma di essere adesso a fianco dei circa 180 lavoratori che rischiano il posto di lavoro.
Abruzzo Engineering nacque nel 2007 per volontà dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco. La Regione ne è l’azionista principale, ma nella società ci sono anche la Provincia dell’Aquila e la Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica.
Grazie ad alcune Opcm del post sisma sono state affidate alla società serie di compti in ordine alla ricostruzione. Così, ad oggi, 85 persone lavorano presso l’ufficio per la ricostruzione del Comune dell’Aquila e 20 presso il Genio civile della Provincia. Ci sono poi una quindicina di lavoratori che svolgono part time i servizi di direzione. Il resto dei lavoratori (180 in tutto) è in cassa integrazione. Per tutti c’è l’incubo delle lettere di licenziamento che dovrebbero arrivare a breve.
Rimasta implicata in scandali e problemi finanziari, il Governo regionale ha sancito la messa in liquidazione dell’azienda.
A far infuriare ancora di più i lavoratori è anche il bando di concorso uscito da poco che mette in palio 300 posti a tempo indeterminato per ma non prevede una riserva di posti per i lavoratori di Abruzzo Engineering.
A pesare, inoltre, il parere della Ue, secondo la quale Ae non può ricevere commesse dirette dalla Regione, in quanto non riconosciuta come società in house.
Insomma, la “vertenza è difficile”, come ha detto senza mezzi termini Spina ai lavoratori imbufaliti perché ritengono di pagare sulla propria pelle scelte sbagliate di altri.
La mobilitazione sindacale servirà per capire cosa la Regione intende fare di questa società. I sindacati cercheranno di far capire al presidente della Regione Gianni Chiodi che ballo non c’è solo il futuro di 180 lavoratori ma anche di professionalità che l’Abruzzo non può permettersi di perdere.
“Da questa situazione – hanno concluso i rappresentanti sindacali – si esce soltanto richiamando alle proprie responsabilità i principali azionisti di riferimento, ovvero la Regione e Selx e Provincia”. (ar.ia.)





