L’AQUILA – Non si dimetterà il presidente provinciale dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Filiberto Cicchetti (nella foto), come gli aveva chiesto il componente del Consiglio d’amministrazione, Giulio Vittorini, nella lettera al vetriolo in cui ha annunciato il suo addio, invitando il presidente a seguirlo.
“Siamo 1.300 imprese – ricorda Cicchetti – è normale che ce ne siano tre o quattro che dissentono, ma l’unanimismo non ci serve. Si prosegue con rinnovato impegno, con una campagna di comunicazione per rimettere l’Ance al centro e correggere tante cose sbagliate dette su di noi dopo il terremoto”.
Il presidente ammette di essere rimasto sorpreso dalla lettera di Vittorini. “L’ho letta in ritardo, stamattina – spiega – dopo aver visto la rassegna stampa. Mi rendo conto, ed è comprensibile, che in questo momento l’amico Giulio faccia difetto un po’ di lucidità. È quantomeno paradossale che attacchi i vertici di un’associazione di cui è dirigente, e di cui ha condiviso in sede istituzionale tutte le iniziative”.
Tra le accuse di Vittorini, quella di non aver tutelato le aziende aquilane dall’invasione di quelle di fuori per la ricostruzione: la “guerra tra imprese” portata alla luce da AbruzzoWeb. “Quando afferma che ci sono molte imprese di fuori che lavoranosui condomini – sottolinea Cicchetti – più che rivolgersi a me e alla dirigenza dell’Ance, forse dovrebbe farsi un esame di coscienza”. Un riferimento al coinvolgimento del costruttore nelle vicende del consorzio Federico II, collegato a una grande impresa toscana, la Btp.
Non pensa di aver sbagliato molto nel post-terremoto, Cicchetti. “Errori – spiega – si possono anche commettere, non so se lo abbiamo fatto, ma so che abbiamo un largo consenso. Si cerca di fare il possibile, siamo agguerriti e vogliamo lavorare per la città, rimetterla a posto”.
Il presidente provinciale scriverà a Vittorini. “Le dimissioni – annuncia – le porterò in Consiglio la settimana prossima. A Vittorini scriverò una lettera, perché è un amico, tra l’altro. Abbiamo condiviso tutte le scelte insieme, quest’uscita senza neanche telefonarmi non so se è frutto dalla mancanza di lucidità che si può immaginare da cosa venga”.
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