L’AQUILA – Erano gli aquilani a protestare, non gli esterni e i centri sociali. Questa la reazione espressa in una lettera del Comitato 3e32 dopo la notizia delle denunce per gli scontri nel corteo di Roma del 7 luglio.
Lettera che si chiude con una sfida: “Denunciateci tutti”. Questo il testo.
Siamo venuti oggi a conoscenza delle denunce nei confronti di due partecipanti alla manifestazione degli aquilani a Roma del 7 di luglio.
Ribadiamo quanto espresso ieri dall’assemblea cittadina nella lettera indirizzata al ministro degli Interni Roberto Maroni: di quanto è accaduto durante la manifestazione i promotori si assumono la piena e unica responsabilità.
I cittadini aquilani hanno partecipato numerosissimi a quella manifestazione, partendo con oltre 40 pullman dalla città. Voler negare il fatto che erano i terremotati a chiedere diritti e a urlare la propria rabbia è un’offesa nei confronti di chi, tra mille difficoltà, ha scelto di essere in piazza a Roma.
Dopo averci espropriati del diritto a essere protagonisti della ricostruzione della nostra città, ora si sta tentando in tutti i modi di nascondere l’evidenza del fatto che ERAVAMO NOI ad urlare sotto i palazzi del governo.
Il fatto che non ci fossero solo aquilani, significa soltanto che in tanti hanno aderito ai nostri appelli e alla nostra richiesta di solidarietà, hanno compreso e condiviso i nostri problemi e le nostre richieste: molte istituzioni locali non solo aquilane, movimenti, collettivi, associazioni di ogni città e territorio italiano.
Questo perchè la questione aquilana non è non può essere considerata una questione locale. È un tema nazionale e a chiunque ci abbia espresso una solidarietà concreta esprimiamo la nostra gratitudine e la nostra solidarietà.
Denunciamo, inoltre, il continuo tentativo di spostare l’attenzione da quelli che sono i reali problemi del cratere. I media oggi dovrebbero parlare delle richieste legittime e urgenti della popolazione aquilana, nessuna delle quali accolta dal governo.
Le uniche risposte che abbiamo ricevuto sono state le manganellate, gli scudi levati dalle forze dell’ordine, i feriti e oggi le denunce.
E allora denunciateci tutte e tutti.



