L’AQUILA – “Noi abbiamo fatto un intervento immediato dopo il terremoto ed è stato efficacissimo, ora la ricostruzione spetta alle autorità locali”.

Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato, in un’intervista a Studio Aperto, le proteste sulla ricostruzione dopo il terremoto all’Aquila.

“Il governo – ha aggiunto – deve dare i finanziamenti, cosa che è stata fatta. Sono a disposizione del Comune dell’Aquila e della Regione e sono questi enti a doverli trasformare in realizzazioni concrete”.

SUGLI SCONTRI: ”MOLTA STRUMENTALIZZAZIONE”

L’AQUILA – “Non ho ancora visto il resoconto delle forze dell’ordine, ma mi pare che ci sia stata molta strumentalizzazione”.

È un’altro passaggio dell’intervista fatta a Studio Aperto dal primo ministro, Silvio Berlusconi.

“Il governo – afferma Berlusconi – ha fatto il miracolo per come è intervenuto subito dopo il terremoto, come nessun altro paese è riuscito a fare dopo una catastrofe naturale. In meno di 10 mesi abbiamo dato una casa a chi l’aveva persa”.

CHIODI: ”I SOLDI PER LA RICOSTRUZIONE CI SONO”

L’AQUILA – “I fondi per la ricostruzione ci sono, e ammontano al momento a due miliardi di euro, di cui sono stati usati finora 371 milioni”.

Lo rileva il governatore dell’Abruzzo e commissario per la ricostruzione post terremoto, Gianni Chiodi.

“A fronte di ciò – ha spiegato, a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni – è importante che tutte le strutture collaborino per accelerare i piani di ricostruzione”.

“Se i Comuni del cratere hanno difficoltà – ha concluso – possono chiedere aiuto alle strutture tecniche per la ricostruzione”.

PICCONE: ”IL PROBLEMA DELL’AQUILA E’ CIALENTE”

L’AQUILA – “Bersani dimostra di non sapere cosa succede all’Aquila per la ricostruzione o meglio non viene informato dal suo sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, degli enormi ritardi a lui imputabili sulla ricostruzione”.

Lo afferma il coordinatore regionale abruzzese del Popolo della libertà, Filippo Piccone. “Berlusconi ha ragione da vendere – aggiunge Piccone – I soldi ci sono, ma il sindaco dell’Aquila, guarda caso del Partito democratico, ancora non firma e approva i piani di ricostruzione, per non parlare della perimetrazione del centro storico: elementi, questi, fondamentali per calcolare i reali costi e dare avvio alla ricostruzione del centro storico, argomento sul quale ci si dimentica che già il presidente Berlusconi e il capo della Protezione civile Bertolaso avevano avvertito che ci sarebbero voluti circa dieci anni. Aggiungo che un anno è stato già perso da Cialente”.

“Se c’è un responsabile politico che dimostra incapacità – continua Piccone – è proprio il sindaco dell’Aquila Cialente che, messo sotto assedio dai suoi cittadini, i quali sanno quanto sia enorme la sua responsabilità, organizza diversivi per apparire una vittima senza colpe”.

“Allora ci domandiamo – conclude Piccone – dove sono i piani di ricostruzione del centro storico dell’Aquila? Quanti moduli abitativi provvisori (Map) potevano essere acquistati dal sindaco Cialente, con 40 milioni di euro a sua disposizione, per far rientrare la maggior parte degli aquilani, che ancora si trovano sulla costa, anziché perdere tempo con i Moduli abitativi removibili? (Mar)”.