PESCARA – Collabora anche l’Arta Abruzzo all’indagine scientifica sperimentale Psalm (Psychotropic substances in the Atmosphere: Levels and Meaning), promossa dal Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche.

Scopo della ricerca è quello di comprendere l’esistenza di eventuali legami tra i consumi di cocaina e cannabis e le concentrazioni di queste sostanze stupefacenti in aria, consentendo così la valutazione della diffusione del fenomeno droga su un territorio circoscritto.

Pubblicata sulla rivista internazionale “Atmospheric Environment”, la ricerca non ha precedenti in Italia e nel mondo. Impiega infatti procedure di analisi innovative il gruppo di lavoro dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, formato dal coordinatore Angelo Cecinato e dai tecnici Catia Balducci e Giorgio Tagliacozzo.

Nel bimestre gennaio-febbraio e a giugno le polveri sospese sono state raccolte contemporaneamente in numerose località italiane e sono state eseguite le misure di cocaina e cannabinoidi (componenti dell’hashish), ma anche di nicotina e caffeina (droghe legali) e di inquinanti comuni (alcani e benzo-pirene).

Per quanto riguarda l’Abruzzo, le misure sono state eseguite a Pescara nel mese di giugno dai tecnici Sinibaldo Di Tommaso e Amedeo Saraullo, del settore chimico del dipartimento Arta di Pescara, sotto la supervisione del direttore del settore, Luigi Pettinari e del direttore del dipartimento, Angela Del Vecchio.

In linea generale è bene precisare che allo stato attuale delle conoscenze non si può associare alcuna causa di malattia o decesso tra la popolazione alla presenza di sostanze stupefacenti in aria.

“Ci piacerebbe migliorare e rendere sistematica la ricerca – sottolinea Angelo Cecinato del Cnr – ma sarebbero necessari finanziamenti specifici.
Un primo passo è rappresentato dalla convenzione recentemente siglata dal Cnr con il dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, grazie alla quale saranno compiute misure di sostanze stupefacenti in otto grandi città italiane”.

“Tuttavia – conclude il coordinatore del Cnr, Cecinato – per ampliare l’indagine negli obiettivi, nei contenuti e nella durata occorrerebbe integrare il parco strumenti e investire nello sviluppo delle metodologie e nella formazione di personale”.