L’AQUILA – Vanta set cinematografici già utilizzati e anche potenziali da sogno, dal Gran Sasso di Trinità a Rocca Calascio di Lady Hawk, e scenografie naturali invidiabili ad appena 100 chilometri da Roma, ma l’Abruzzo è l’unica regione italiana che non si è dotata di una Film commission, l’autorità amministrativa indipendenti finanziate dagli enti locali per l’attrazione di produzioni cinematografiche e audiovisive in un determinato territorio.

E così ormai da anni l’Abruzzo lotta ad armi spuntate con altri territori, in primis Puglia, Piemonte e Trentino, le più dinamiche tra le 17 Film commission su 20 Regioni italiane, riunite sotto un’unica piattaforma, Italian Film Commission, che in questi anni sono riuscite ad attrarre centinaia produzioni, anche internazionali, che hanno portato un significativo indotto economico e una promozione turistica a volte davvero vincente.

Questa incresciosa lacuna sta, però, forse per terminare: dopo un lungo parto è infatti pronto il progetto legge che istituisce la Film commission Abruzzo, a firma dei consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Camillo D’Alessandro del Partito democratico.

E non sarà un nuovo e costoso ente, a rischio di diventare il solito baraccone a gestione nepotistica, ma più umilmente una funzione aggiuntiva e in house, viene assicurato. Una peculiarità attribuita al dipartimento Turismo e cultura della Regione che, si precisa nel progetto di legge, “non comporta oneri diretti e indiretti a carico del bilancio regionale”.

Questo fermo restando che, per funzionare davvero, una Film commission ha bisogno di risorse ecomomiche non trascurabili. Basti guardare alla Puglia che, per la sua, ha stanziato nel 2016 ben 6,6 milioni di euro.

Non va perciò considerato un caso che una vera propria valanga di cast tecnici e artistici italiani da ogni dove si precipitino nel “tacco” dello Stivale quando si tratta di realizzare un nuovo film, usufruendo degli incentivi economici e di un gran numero di servizi e agevolazioni.

Per fare altri esempi, nel 2014 la Film commission della Lombardia ha stanziato 1,1 milioni, quella di Roma e del Lazio addirittura 14,3 milioni.

Il carburante della Film commission abruzzese non potrà dunque essere costituito, come precisato anche nel progetto di legge, dalle azioni e i progetti finanziati dai fondi comunitari e dal  Fondo di sviluppo e coesione.

Compito della Film commission, è scritto, sarà quello di “creare le condizioni per attrarre in Abruzzo le produzioni cinematografiche, televisive, pubblicitarie, italiane e de estere”.

Incentiverà con “servizi di supporto, facilitazioni logistiche e organizzative, ed anche di sostegno economico” mentre verrà stilato un “registro delle imprese o dei lavoratori autonomi come da esempio attrezzisti falegnami, fonici, assistenti di produzione al fine di fornire agli operatori non appartenenti al territorio regionale un collegamento diretto con il tessuto produttivo di beni e servizi”.

A tal fine sono previste azioni per “formare le professionalità, attraverso l’organizzazione di corsi tenuti da professionisti del settore che si siano affermati e lavorino in Italia e all’estero”.

In questo modo l’Abruzzo potrà diventare più competitivo nell’attrarre produzioni cinematografiche secondo cui Il film si gira dove l’ente paga.

Anche perché, di norma, dalle produzioni oggi vengono scelte come set le regioni che, grazie ai bandi delle Film commission, erogano finanziamenti da 10 mila a 200 mila euro per girare il film sul territorio regionale.

E dove esiste una struttura che possa garantire l’assistenza gratuita e logistica alle produzioni nelle settimane o nei giorni di riprese, semplificare il loro iter burocratico (permessi, sopralluoghi, numeri di telefono e appuntamenti, rapporto con le forze dell’ordine e le autorità indigene), fornire loro una banca dati aggiornata comprensiva delle professionalità locali del settore, degli alberghi, dei trasporti e dei ristoranti.