L’AQUILA – Fine del commissariamento, uscita di scena del direttore dell’Ufficio coordinamento della ricostruzione, Gaetano Fontana, più responsabilità in capo ai sindaci del “cratere” che saranno affiancati da un’équipe di “saggi” scelti da Roma.
È questa, secondo indiscrezioni, la “road map” tracciata dal governo che porterà, tra giugno e luglio, a ridisegnare l’assetto della “governance” della ricostruzione dell’Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto del 2009.
Il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, “inviato speciale” del premier Mario Monti, ci sta lavorando da mesi e il governo ha fretta di chiudere subito la partita: per questo domani mattina il commissario, Gianni Chiodi, sarà a Roma per discutere le modalità del passaggio di consegne e del graduale ritorno alle procedure ordinarie.
Il coordinamento di tutte le attività verrà assegnata a una cabina di regia formata da alcuni esperti indicati dall’esecutivo nazionale, che avranno il ruolo di indirizzare l’avvio della ricostruzione dopo la firma delle intese sui vari piani di ricostruzione predisposti dalle amministrazioni locali.
Entro la fine di giugno, inoltre, dovranno essere sciolti i nodi relativi all’istituzione degli uffici tecnici comprensoriali, organismi che nel medio periodo andranno a sostituire la filiera Cineas-Fintecna-Reluis nell’esame delle pratiche di ricostruzione dei centri storici e che saranno organizzati per aree omogenee di comuni.
Su quest’ultimo fronte gli enti locali hanno chiesto che ci siano nuove risorse economiche e di personale per garantire rapidamente l’istruttoria delle richieste e il rilascio dei contributi, mentre la tendenza è quella di utilizzare i co.co.co. già in servizio presso i comuni e di farli formare dai tecnici Reluis per tenere in pareggio il saldo delle spese.
Ma la vera novità è rappresentata dall’addio di Fontana che, comunque, ha intenzione ancora di recitare un ruolo di primo piano nel capoluogo, come testimonia la sua candidatura al consiglio di amministrazione dell’Università dell’Aquila in qualità di esperto, come anticipato da AbruzzoWeb.
Il personale assunto prima della cancellazione della struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) e di quella tecnica di missione (Stm), circa 80 unità complessive, invece, dovrebbe rimanere in servizio fino al 31 dicembre 2012, come stabilito nei decreti di riorganizzazione di Chiodi, che ne ha assegnati 48 all’Ucr, tre alla segreteria del commissario, due all’Ufficio relazioni con il pubblico e 14 al Comune dell’Aquila. Confermati anche i 15 in forza alla struttura espropri.
Il lungo braccio di ferro tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e la struttura commissariale, dunque, si risolve in una vittoria del primo cittadino, pure se ai calci di rigore, visto che Barca ha già annunciato che non farà sconti e il governo vorrà verificare passo per passo le fasi attuative del piano di ricostruzione da 6,5 miliardi proposto dal Comune. Alberto Orsini



