L’AQUILA – La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila che aveva impugnato il provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame con cui erano stati annullati domiciliari disposti a carico di del sindaco di Magliano de’ Marsi (L’Aquila), Gianfranco Iacoboni, 59 anni, e dell’assessore dello stesso Comune Angelo Iacomini (46), già vice sindaco.

Entrambi erano stati coinvolti nell’inchiesta denominata “Penelope”,  relativa  allo smaltimento dei rifiuti, tra cui le macerie del sisma, alla luce di un presunto patto tra amministratori e imprenditori: per questo nel mirino della magistratura erano finiti anche i fratelli Franco e Sergio Celi, titolari della omonima azienda di lavorazione inerti.

Ad annunciarlo i legali dei due indagati, Leonardo Casciere e Antonio Iannucci, che hanno diramato un comunicato stampa.

LA NOTA DEGLI AVVOCATI

Corre l’Obbligo da parte dei difensori avvocato Leonardo Casciere ed avvocato Antonio Iannucci, stante l’enorme impatto mediatico avuto dalla vicenda che ha visto coinvolti il ragioner Iacoboni e l’avvoato Iacomini, nella loro qualità di amministratori del Comune di Magliano de’ Marsi, evidenziare come la Suprema Corte di Cassazione, con provvedimento del 31 maggio 2012, abbia posto la parola fine e la classica pietra tombale sulla vicenda che portò tristemente all’applicazione della misura cautelare nei confronti dei due amministratori, con dichiarazione di inammissibilità totale del ricorso spiegato dalla Procura distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese.

I difensori, consci dell’assoluta infondatezza tanto delle ipotesi accusatorie quanto, ed ancor più delle esigenze cautelari, già demolite dal Tribunale del riesame de L’Aquila, significano che il provvedimento della Corte di Cassazione è stato totalmente chiarificatore della questione che ebbe a determinare il grave provvedimento restrittorio, oggi, come allora, del tutto immotivato.

Argomento questo sacralizzato dalla massima espressione giurisdizionale della Repubblica.