L’AQUILA – Paolo Menduni è il nuovo deus ex machina della sanità abruzzese.
L’ex direttore generale della Asl dell’Aquila dal 1995 al 2001, prima che diventasse provinciale e, in seguito, di quella di Caserta, attualmente in pensione, è stato nominato commissario straordinario dell’Agenzia di informatica e committenza (Aric) con decreto del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
I compiti vanno ancora precisati ma è chiaro che Menduni, in particolare, gestirà la centrale unica degli acquisti.
Una figura che, per potere acquisito, rapporto di fiducia e di diretta dipendenza con il governatore, viene paragonata a quella altrettanto impattante nel settore dell’acqua e delle attività produttive di Giampiero Leombroni, commissario straordinario dell’Agenzia regionale per le attività produttive (Arap) e del Consorzio di bonifica Sud.
Si tratta della prima “uscita allo scoperto” di una delle figure che, fin qui, sono rimaste celate e noto come i “quattro saggi” che collaborano gratuitamente con il governatore, che nei primi due anni e mezzo di mandato è stato anche commissario per la sanità.
Gli altri tre sono Roberto Marzetti, anch’egli ex direttore generale della Asl aquilana, dal 2006 al 2009, ed ex consigliere comunale di Pescara, Gianfranco Visci, ex primario della Pediatria dell’ospedale di Pescara e Antonio Smerilli, già dirigente della procura della Repubblica di Pescara.
Secondo quanto si è appreso, Menduni sta già curando le pratiche più importanti sugli appalti per conto di D’Alfonso, dal momento che una piccola delega alla centrale unica di committenza è già ricompresa nell’incarico attuale.
Gli uffici della regione stanno verificando la possibile posizione contrattuale in relazione al nuovo incarico commissariale.
Uno dei funzionari che segue la questione, tra l’altro, da quanto appreso, sarebbe Annarita Capodicasa, funzionario della segreteria del presidente nella sede di Pescara con l’incarico particolare di supporto al commissario ad acta del settore sanità, nonché moglie del vice sindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio.
Menduni è stato già determinante per la nomina del nuovo direttore amministrativo della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Laura Coppola, che svolgeva il ruolo di direttore del personale proprio nell’azienda sanitaria casertana.
La centrale unica di committenza commissariata e affidata a Menduni è nata con un cambio di… consonante e di funzioni quando l’Arit, l’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica, grazie all’approvazione del disegno di legge presentato dal consigliere regionale Maurizio Di Nicola, di Centro democratico, è diventata l’Aric, l’Agenzia regionale di informatica e committenza, mantenendo la storica sede a Tortoreto (Teramo).
Da capire ora che cosa accadrà il direttore generale dell’Arit nominato a maggio, Sandro Di Minco, avvocato e consulente presso diverse aziende pubbliche e private in Diritto delle tecnologie dell’informazione, docente universitario in materia di Diritto dell’informatica
Contro la scelta di Menduni all’Aric e anche contro quella di Claudio Ruffini come commissario al Consorzio di bonifica si è scagliato il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza, per il quale D’Alfonso “continua ancora a fare nomine poco opportune e poco sensate dettate solo da una personale logica fiduciaria, scavalcando sia la giunta sia il consiglio regionale sia i portatori d’interesse”. (alb.or. – b.s.)
FEBBO: “OFFESA ALL’INTELLIGENZA E AI GIOVANI”
“Il presidente della Regione continua ancora a fare nomine poco opportune e poco sensate dettate solo da una personale logica fiduciaria, scavalcando sia la giunta sia il consiglio regionale sia i portatori d’interesse. Mi riferisco in modo particolare alla nomina del commissario straordinario dell’Agenzia di informatica e committenza (Aric) e della nomina del commissario straordinario al Consorzio di Bonifica Centro”.
Questa la denuncia del presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea come “D’Alfonso con due specifici Decreti presidenziali ha nominato il 3 novembre scorso il dott. Paolo Menduni all’Aric e Claudio Ruffini, solo ieri, al Consorzio di Bonifica sancendo in questo modo un rapporto diretto con le due strutture”.
“Queste due nomine – spiega Febbo – sono scelte che offendono le giovani generazioni e non tengono conto delle tante professionalità presenti all’interno della struttura regionale poiché ancora una volta si è scelto di ricorrere a figure fiduciarie come Ruffini, preso dalla sua segreteria, e Menduni, già direttore di varie direzione sanitarie, attuale consulente scelto nella lista dei ‘pensionati’ che lavorano al fianco del presidente a titolo gratuito, e adesso (forse, perché il decreto è molto sibillino) ben ricompensato con una poltrona remunerata”.
“Peraltro ci risulta che le due nomine non hanno competenze idonee e adeguate in materia informatica e ingegneria idraulica e mondo rurale per i ruoli che andranno ad assumere – accusa Febbo – Queste scelte sono un vero e proprio schiaffo alla tanta e diffusa intelligenza presente nelle varie strutture della Regione Abruzzo che il presidente continua ininterrottamente a mortificare ed umiliare”.
“In questi tre anni di governo di D’Alfonso abbiamo solo sentito tante chiacchiere sulle giovani generazioni e sulle potenzialità delle nostre Università quando poi all’atto pratico non vengono prese in considerazione né le varie professionalità né le giovani leve”, prosegue.
“Non sono state sentite neanche le organizzazioni professionali – rileva il forzista – per la scelta del neo commissario di un Ente importante e strategico qual è il Consorzio di Bonifica Centro, travolto in questi giorni da vicende giudiziarie”.
“Pertanto – conclude Febbo – ritengo che le nomine di Ruffini e Menduni si discostano nettamente dagli indirizzi tracciati e annunciati in campagna elettorale da D’Alfonso”.





