CASALINCONTRADA – Ci sarebbe anche un pezzo grosso dell’amministrazione comunale tra i possessori delle cosiddette “case fantasma” di Casalincontrada (Chieti).

A rivelarlo è il capogruppo di minoranza Sergio Montanaro. La vicenda, ora al centro di un’interpellanza di Montanaro, capogruppo della lista di minoranza Casale Futuro, è relativa a quelle case che esistono nella realtà ma sono “fantasma” per il fisco.

Secondo il capogruppo Montanaro, “tra chi non ha accatastato l’immobile in cui vive da tempo” ci sarebbero “anche amministratori attualmente in carica e con importanti ruoli”.

Montanaro ci è arrivato partendo da quanto è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune, nella sezione relativa all’albo pretorio, e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il politico a cui fa riferimento non sarebbe direttamente coinvolto, perché si tratta di una proprietà di famiglia, ma, secondo Montanaro, non si può considerare inconsapevole.
 
Nell’interpellanza il consigliere cita anche “l’obbligo insulso di registrazione del contratto delle case in comodato tra padre e figlio” disposto dall’amministrazione di Casalincontrada che è costato a decine di famiglie oltre 250 euro; obbligo imposto dalla maggioranza, nonostante la raccolta firme di 286 cittadini che chiedevano la non applicazione di tale eventualità.

Questa norma, per il capogruppo di minoranza “del tutto pretestuosa e non contemplata in alcun obbligo di legge”, starebbe per ritorcersi proprio contro la stessa maggioranza.

“Ci auguriamo – conclude Montanaro – che quegli stessi amministratori che sicuramente si trovavano in questa condizione (seconda casa di genitori data ai figli e quindi ai fini Ici equiparata alla prima casa) si siano sottoposti alla stessa pratica e agli stessi costi a cui sono stati sottoposti i casalesi proprio per scelta della maggioranza consiliare e che abbiano almeno pagato regolarmente Tarsu e Ici”.