Esportare il modello di ecocompatibilità e di sostenibilità con cui l’Abruzzo gestisce i propri parchi naturali. È l’obiettivo principale della collaborazione avviata dalla Regione Abruzzo con la Cina, che è stata oggetto oggi a Roma di una conferenza stampa tenuta dall’assessore all’Ambiente, Franco Caramanico, insieme con il direttore del sistema parchi regionali, Antonio Sorgi, e il responsabile della missione in Cina, Oscar Marchisio.

cina“L’Abruzzo è una Regione orientata su una politica di conservazione della natura; il 38% del territorio è infatti protetto”, ha dichiarato Franco Caramanico. “L’idea alla base del progetto con la Cina è di condividere le conoscenze in materia di tutela della biodiversità e delle specie protette o in via di estinzione, come anche di trasferire un valido sistema di formazione”. La missione, dall’11 al 16 giugno, prevede un seminario con i maggiori esperti cinesi sul modello abruzzese.

Agli incontri in programma parteciperanno anche Giorgio Sparaci, direttore del Dipartimento Cooperazione e sviluppo dell’ambasciata italiana in Cina e Giuseppe Balducci, responsabile del progetto ambiente in Cina, per il ministero degli Esteri. I dati relativi ai Parchi naturali abruzzesi parlano di una vera e propria eccellenza in campo ambientale, una realtà che è cresciuta e si è qualificata a livello internazionale negli ultimi anni.

L’eccellenza è dimostrata dal fatto che la Regione Abruzzo è una delle poche aree allineate agli standard previsti dal protocollo di Kyoto, nonché, in ambito europeo, ha già raggiunto gli obiettivi fissati dalla Commissione per il 2020.

“Il 40% del territorio regionale – ha spiegato Sorgi – è dato da siti di interesse comunitario, rappresentando una condizione unica in Europa”. In altre parole, l’Abruzzo può vantare la propria leadership sui protocolli ambientali e quindi fare scuola. “La Cina sta affrontando una fortissima crisi ambientale � ha concluso Marchisio � e progetti come questo mettono a disposizione conoscenze e strategie per la conservazione dell’ambiente.

Nel nostro Paese come altrove”. “La Cina – ha concluso l’assessore Caramanico – è attualmente uno dei più grandi serbatoi di biodiversità del mondo e ospita una flora e una fauna selvatiche senza eguali, simboleggiate dal panda gigante, una specie già in lotta per la sopravvivenza. Attualmente, oltre 300 specie animali e 410 vegetali sono in pericolo a causa della scomparsa degli habitat naturali, e si prevede che il dato aumenterà nei prossimi cinque anni”. (REGFLASH)