venerdì 4 maggio, alle ore 21 presso la sala conferenze del ristorante Tre archi di Pianura Vomano di Notaresco, la Sezione WWF di Teramo, insieme all’Abruzzo Social Forum e l’Associazione Mediterracqua, promuove, con il contributo dell’Assessorato regionale alla cultura, una tavola rotonda dal titolo “Emergenza acque: criticità e soluzioni”.All’incontro, moderato da Dante Caserta (Presidente regionale WWF), prenderanno parte: Maurizio Acerbo (Commissione Ambiente della Camera dei Deputati), Mimmo Srour (Assessore regionale al Servizio Idrico Integrato), Giancarlo Di Lucanardo (ATO Teramo), Augusto De Sanctis (Comitato regionale di sorveglianza del Servizio Idrico Integrato), Giovanni Di Giovannantonio (già sindaco di Notaresco), Cristian Cicala (Associazione Mediterracqua).
La situazione dell’acqua è veramente difficile sotto molti punti di vista.Dai dati forniti dalla Regione emergono innanzitutto le fortissime perdite. In Abruzzo, su 257 milioni di metri cubi immessi degli acquedotti ne vengono fatturati solo 100 milioni. Per quanto riguarda l’Ambito Territoriale Ottimale n. 5, che fa riferimento alla provincia di Teramo, le perdite sono calcolate intorno al 50%.
La qualità delle acque nei corsi d’acqua continua a peggiorare, nonostante l’Italia – come tutti gli Stati dell’Unione Europea – abbia l’obiettivo di giungere, entro il 2016, ad uno stato “buono” per tutti i suoi corsi d’acqua. I dati forniti dall’ARTA evidenziano un peggioramento generale della qualità dei corsi d’acqua abruzzesi: facendo un confronto tra i dati 2000/02 e 2003/04, emerge che in Abruzzo lo stato di qualità ambientale dei fiumi è peggiorato, tanto che sono completamente scomparsi punti di prelievo da cui emerge uno stato di qualità “elevato”, sono diminuiti quelli il cui stato è classificato “buono” e “sufficiente”, mentre sono aumentati quelli il cui stato è “scadente” e “pessimo”.
In provincia di Teramo, le analisi condotte dall’ARTA nel biennio 2003/04 hanno evidenziato:per il Salinello: su 3 punti di monitoraggio, 1 “buono” e 2 “sufficiente”;per il Tronto: su 1 punto di monitoraggio, 1 “sufficiente”;per il Tordino: su 4 punti di monitoraggio, 1 “buono”, 2 “sufficiente” e 1 “scadente”;per il Vomano: su 4 punti di monitoraggio, 2 “buono”, 1 “sufficiente” e 1 “scadente”;per il Vibrata: su 2 punti di monitoraggio, 1 “sufficiente” ed 1 “pessimo”.
In pratica, solo 4 monitoraggi su 16 hanno evidenziato uno stato “buono” e tutti si sono riscontrati nelle aree interne di montagna, dove è sostanzialmente assente l’impatto antropico. Man mano che ci si avvicina alla costa tutti i punti di monitoraggio hanno evidenziato un forte peggioramento della qualità delle acque.
Forti problemi vi sono anche per quanto riguarda le acque sotterranee. I monitoraggi condotti dall’ARTA tra l’ottobre 2003 ed il settembre 2004 hanno evidenziato come lo stato chimico delle acque sotterranee sia fortemente compromesso: su 177 punti di campionamento il 40% hanno evidenziato un “impatto antropico rilevante”.
In provincia di Teramo, la situazione è particolarmente grave.Nella piana del Vomano su 7 punti di monitoraggio, ben 6 sono stati classificati della peggiore classe, la “classe 4”, vale a dire “con impatto antropico rilevante con caratteristiche idrochimiche scadenti”.Stesso risultato nella piana del Vibrata dove 6 punti su 7 sono stati classificati di “classe 4”.Poco difforme la situazione della piana del Tordino dove i punti classificati in “classe 4” sono risultati 6 su 8 e nella piana del Salinello dove i punti classificati in “classe 4” sono risultati 2 su 3.Gravissima poi la situazione del Tronto dove su 4 punti, tutti sono risultati in “classe 4”.
“Per anni il problema della gestione della risorsa idrica non è stato affrontato: ed oggi ne paghiamo le conseguenze”, dichiara Dante Caserta, Presidente regionale del WWF. “Per restare in provincia di Teramo, la presenza di 789 siti potenzialmente inquinati, il malfunzionamento dei depuratori ad iniziare da quello del capoluogo di provincia che opera da anni senza autorizzazione provinciale perché – come evidenziato dall’ARTA – non rispetta i limiti allo scarico previsti dalla legge, la sottrazione di acqua senza controllo da falde e corsi d’acqua, la distruzione della vegetazione ripariale che garantisce l’attività autodepurativa dei fiumi, le escavazioni in alveo che modificano continuamente il regime dei corsi d’acqua, hanno determinato una situazione preoccupante. I dati ufficiali messi a disposizione dall’ARTA e dalla Regione confermano uno stato ambientale di bassa qualità che rende necessario un impegno straordinario per invertire lo stato delle cose. Un impegno che deve riguardare tutti: amministratori, imprenditori e singoli cittadini.
L’Abruzzo deve dotarsi di strumenti di pianificazione più attenti alle risorse naturali e meno all’interesse di pochi, ha bisogno di una nuova normativa sulla gestione del servizio idrico integrato che garantisca partecipazione e trasparenza nelle scelte, il sistema dei controlli deve essere reso più efficace e più rapido perché non si può aspettare sempre l’intervento della magistratura per affrontare i problemi”.
(fonte: teramonews)





