L’AQUILA – “Un ben triste ‘ve l’avevamo detto’ sorge alle nostre labbra al sapere dello spaccio di droga all’ex-asilo di viale Duca degli Abruzzi. Un segreto pubblico: ‘all’asilo si spaccia’, viene a galla prepotente, dopo essere stato sempre ben coperto di sabbia dai sinistri politici. Personaggi che ora siedono in Senato o in Giunta regionale hanno difeso a spada tratta l’occupazione abusiva e le attività che vi si svolgevano. Il sindaco stesso, in uno degli incontri dovuti alle nostre polemiche, minimizzò la portata del degrado generato dall’edificio, dichiarando che quello era un centro autogestito sotto la sua responsabilità”.

Così Roberto Junior Silveri, vice coordinatore comunale di Forza Italia, dopo l’inchiesta della Squadra mobile dell’Aquila che ha rivelato episodi di spaccio di droga all’interno dell’immobile occupato di proprietà del Comune.

“All’inizio doveva essere un ‘centro culturale autogestito’: belle parole, care agli ex sessantottini, per infiocchettare un luogo di nessuno dove la legalità era inesistente e dove nessun controllo era possibile”, dice in una nota.

“Non se ne poteva parlare male, perché per la sinistra aquilana era un segno di rinascita culturale nel centro storico. Passarono anni prima che anche a loro divenisse chiaro che di culturale c’era ben poco: che per ogni mostra autorganizzata o cineforum di sinistra c’erano dieci, venti serate a base di alcol e droghe; che divenisse evidente che i vandalismi, le aggressioni, gli episodi di criminalità che avvenivano là intorno non erano casuali”.

“Ci vollero gli interventi di Roberto Jr Silveri – aggiunge parlando in terza persona – e dei ragazzi di FI Giovani, per smuovere l’opinione pubblica, e solo allora, come se fosse qualcosa di straordinario, il sindaco declamò alla città la parola incantatrice: ‘riqualificazione’. Si trattò della cosa come lo fa la politica di sinistra: tante belle parole, incontri, partecipazione, condivisione, giusto per gettare un po’ di fumo incensando l’opinione pubblica. Ma di riqualificazione è evidente che non c’è nemmeno l’ombra di un’intenzione: l’amministrazione fa solamente resistenza passiva per mantenere quei ‘figli di…’ e ‘amici di…’ nel buco di degrado che si sono costruiti”.

“Ora si scopre che in questo ‘centro culturale’, così limpidamente gestito, ben tenuto, con tante attività culturali, vi si spacciano cocaina, oppio, ossia eroina, acidi, anfetamine! L’amministrazione sappia che ha sulla coscienza ogni ragazzo aquilano che ha cominciato a drogarsi – continua Silveri – visto che per anni ha concimato la gramigna dello spaccio”.

“Sappia che, per quanto possa parlare di legalità, con il suo insabbiare ha favorito le mafie, che, per quanto sostengano i nostri illuminati parlamentari, non fanno affari con le droghe leggere ma con cocaina, eroina, droghe chimiche: quelle che venivano spacciate nel centro autogestito sotto la responsabilità del sindaco. Sappia che, ancora peggio, ha nutrito una piaga infetta nel cuore della città, impiantando metastasi criminali in un tessuto sociale che faticosamente cerca di ricostruirsi dal terremoto”.

“L’Aquila non merita un sindaco che flagella la sua gioventù, le sue famiglie, il suo tessuto sociale. Il sindaco confermi la responsabilità che si era preso pubblicamente, difendendo quella purulenta sentina di degrado e, poiché favoreggiatore con la sua ignavia della criminalità e della distruzione sociale, si dimetta!”, conclude Silveri.