L’AQUILA – “Massima collaborazione dell’Agenzia delle Entrate con l’Autorità giudiziaria nelle indagini a carico di un funzionario del Centro operativo di Pescara arrestato oggi con l’accusa di corruzione e accesso abusivo ai sistemi informatici”.

E’ quanto si legge in una nota diffusa in serata dall’Agenzia delle Entrate a seguito degli arresti eseguiti dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza a seguito del  provvedimento del Gip del Tribunale dll’Aquila su richiesta della procura distrettuale antimafia dell’Aquila.

I provvedimenti hanno confermato l’esistenza di un sistema illecito posto in essere da tre soggetti privati che si sarebbero avvalsi della sistematica collaborazione di un pubblico ufficiale di Pescara che avrebbe eseguito, anche in orario di servizio, plurimi accessi abusivi alle banche dati protette da misure di sicurezza, fornendo – a richiesta – dati di vario genere (generalità complete, codici fiscali, informazioni anagrafiche, dati fiscali e patrimoniali), dietro l’erogazione di un compenso, pari mediamente a 5 euro per “visura”.

Nella nota l’Agenzia precisa che “già lo scorso dicembre aveva attivato, nel pieno e assoluto rispetto dei diritti e delle tutele degli indagati, un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente, non appena avuta notizia delle indagini degli inquirenti, e lo aveva già sospeso cautelarmente dal servizio in forza delle norme del Codice disciplinare di cui al CCNL vigente”.