L’AQUILA – Dal primo luglio rischiano di ritrovarsi senza alcun ammortizzatore sociale oltre 50 dei 180 dipendenti della ex Otefal, l’azienda che produce alluminio nel nucleo industriale di Bazzano, ai quali scadrà in via definitiva la mobilità.
Lo stabilimento è stato acquistato nell’estate 2015 dalla newco costituita da Framiva Metalli di Varese e Feral recycling, che ha una sede anche a Chieti, attraverso una gara bandita dal curatore fallimentare.
Le prime 55 persone, 52 ex Otefal, sono tornate a lavoro e ora ci sarebbe un impegno per altri 50 rientri, ma beghe burocratiche impediscono la svolta positiva.
“Vogliono assumere altre 50 persone, ma mancano alcuni permessi da parte della Regione, c’è un ritardo – lancia l’allarme la sindacalista Clara Ciuca della Uilm Uil – L’avvocato Roberto Craveia, che rappresenta l’azienda, ha ribadito che senza quegli adempimenti non possono muoversi”.
La settimana scorsa ci sono stati incontri con il vice presidente della Giunta con delega alle Crisi industriali, Giovanni Lolli, il sindaco, Massimo Cialente, e la senatrice Stefania Pezzopane.
“Lolli mi ha confermato che ci sono problematiche per una serie di normative cambiate, ma stiamo cercando di accelerare per far avere i permessi all’azienda e procedere alle assunzioni”, prosegue la Ciuca.
“Ancora non viene fatto il rogito per l’acquisizione degli immobili che hanno vinto all’asta, sebbene abbiano già versato la caparra. Hanno già avuto un’apertura dalle banche per delle linee di credito, ci sono 40 milioni di lavoro di richieste per laminati da parte della ditta spagnola che ha preso in affitto l’altra parte dello stabilimento e si occupa di verniciatura. Ma ora bisogna accelerare perché da luglio la crisi sarà vera e drammatica”.



