L’AQUILA – “Se è vero che possono essere finanziati i progetti pronti e cantierabili e, se è altrettanto vero che le somme necessarie per gli interventi sono disponibili, non riusciamo a comprendere perché non vengano assegnati all’Ater i fondi per procedere con gli appalti di ricostruzione per i propri immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009”.

Così in una nota il direttore generale dell’Azienda territoriale dell’edilizia residenziale dell’Aquila, Venanzio Gizzi. Il commissario unico Francesca Aloisi, dal canto suo, spiega come “le risorse, stanziate dal Cipe, si attendono materialmente dal Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (Diset)” e che “essendoci una determina del presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone che dice che si possono fare appalti solo se ci sono risorse in cassa, siamo fermi”.

“L’azienda ha presentato istanze e programmi a tutti i livelli decisionali affinché potesse procedere con il proprio lavoro istituzionale ma nessun riscontro positivo si è avuto ad oggi”, aggiunge.

“Non esistono più margini di tempo per attendere ulteriormente  poiché non è possibile non riscontrare le esigenze di particolari categorie sociali che hanno diritto a rientrare nei propri alloggi, regolati da norme stabilite dalla legislazione sull’edilizia residenziale pubblica”.

“Porto all’attenzione della pubblica opinione che l’Ater relativamente ai programmi riguardanti gli alloggi classificati con esito A, B e C, senza alcun aumento di risorse umane, praticamente con l’assetto attuale (di cui si necessita da parte della Regione l’autorizzazione a riportarlo a livelli necessari per i propri scopi: l’attuale dotazione organica è pari al 50% rispetto a quella approvata) ha proceduto dal gennaio 2010 all’inizio del 2015 ad eseguire 103 appalti per un totale di 24.994.986,67 euro, con un solo ricorso per altro vinto dall’azienda, facendo rientrare nei propri alloggi tutti gli assegnatari originari”.

Stessa cosa, aggiunge Gizzi nella nota, è avvenuto “per gli alloggi classificati con esito E, se finanziati dagli organi competenti e, quindi, a dimostrazione che nessuna inerzia in merito ha manifestato l’azienda medesima”.

“Relativamente alla recente programmazione dove sono stati stanziati 27.263.695,79 euro, di questi solo 5.500.000 sono stati attribuiti. L’Ater ha già ultimato la fase di appalto relativa agli edifici 72-73 e 530 (via S.Sisto 19 e 21 e via Francesco Paolo Tosti, 45) ultimando gli impegni assegnati”.

“Il Provveditorato sta procedendo per l’edificio 1.113 Piazza Dorotea, 1. Per gli altri interventi si è in attesa dell’attribuzione delle risorse, ad oggi inspiegabilmente non assegnate e richieste con numerose note”.

“Relativamente a via Amiternum i progetti sono tutti validati e la opere da eseguire sono di competenza del Provveditorato alle Opere pubbliche. Invitiamo quest’ultimo, vista la sensibilità e l’attenzione del provveditore, anche per le responsabilità assunte in merito, a sollecitare e richiedere i fondi per appaltare i lavori e rispondere così a quanto richiesto in questi giorni dagli assegnatari che abitano l’importante via della città”, continua Gizzi.

“Il fabbisogno residuo dell’Ater per il 2016 ammonta a 14.532.284,19 euro, unito a quello per il Provveditorato alle Opere Pubbliche che ammonta a 34.552.284,48 euro con gli elenchi dei fabbricati interessati. Il tutto per complessivi 49.084.568,67 euro”, conclude.

“Degli alloggi maggiormente danneggiati si occupa il Provveditorato – spiega poi la Aloisi – secondo un vecchio accordo fatto dall’allora commissario Gianni Chiodi, di quelli lievemente danneggiati l’Ater”.