TERAMO – Clima sempre più incandescente all’Istituto Zooprofilattico di Teramo “Caporale”, a seguito della designazione come nuovo presidente Davide Calcedonio Di Giacinto, avvocato di Atri, ex assessore provinciale forzista al bilancio e politiche comunitarie della presidenza di Valter Catarra, ora leghista.

“Inadatto per curriculum e competenze professionali”, sostengono però a piè sospinto, in primis l’ordine dei Medici veterinari, che invocano “meritocrazia”, e dicono basta all’occupazione politica di un incarico che invece presupporrebbe alte competenze scientifiche.

La nomina, fatta per decreto il 30 dicembre dal presindente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, è ad ora “congelata”, a seguito dall’accesso agli atti del veterinario di Roseto, Pietro Di Giulio, che ha fatto richiesta per verificare le competenze dell’ex assessore provinciale. In ogni caso il nome andrà al vaglio del Ministero. 

Da quanto si apprende, a confermare dubbi sui requisiti del candidato, sarebbe anche un parere chiesto l’Avvocatura regionale. 

Film molto simile si è visto quando fu nominata presidente, tra feroci polemiche, la dem Manola Di Pasquale, sponsorizzata dal centrosinistra teramano e in primis dall’ex presidente della Regione, ora senatore, Luciano D’Alfonso. Anche lei accusata di non essere “competente” in materia”. Ovvero di non avere ‘comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti’, quello di cui si occupa il prestigioso istituto, e come previsto dallo statuto dell’ente, e dalla legge 41 del 2014.

A tornare alla carica oggi sono intanto i quattro presidenti provinciali dell’Ordine Medici Veterinari: Enzo Mario Di Pretoro, Chieti, Nicola De Luca, Pescara, Filippo Fuorto, L’Aquila, e Domenico Santori, Teramo.

“Le notizie e le opinioni apparse sulle testate giornalistiche regionali e relativi siti web destano grandi perplessità circa la scelta dei membri del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise, ed in particolare la nomina designata dalla Regione Abruzzo – si legge nella nota – Notizie che porterebbero, per i medici veterinari, “ad un netto contrasto tra l’intenzione di una nomina meritocratica, espressa attraverso l’emanazione di un bando regionale, e la scelta di candidati che non parrebbero avere il requisito fondamentale della ‘comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, ovviamente richiamata nel bando della regione stessa”.

“È nostra intenzione prendere una posizione di intransigenza netta nei confronti di designazioni inadeguate, come accaduto nel recente passato, non già per mera difesa della categoria professionale, ma per tutelare, una volta tanto, il sacrosanto diritto di avere a capo di un Ente, baluardo della tanto decantata “One Health”, soggetti che fanno della Sicurezza alimentare Sanità Pubblica prerogativa quotidiana del loro lavoro”, conclude la nota.

Al lanciare strali contro la designazione la deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Corneli, “Siamo di fronte all’ennesimo caso di lottizzazione politica, allora opera di D’Alfonso, oggi dovuto invece alla Giunta Marsilio, che ne ha fatto peraltro un marchio di fabbrica di questo primo catastrofico anno di governo. In questo Paese il rispetto delle regole troppo spesso appare quasi come un’utopia, ma il Movimento 5 Stelle non accetterà mai questo malcostume”, la sua opinione.