PESCARA – Cinquanta iscritti e diversi simpatizzanti abruzzesi dell’Ars, Associazione Riconquistare la Sovranità, hanno preso parte ieri a Roma alla nascita del Fronte sovranista italiano, nato dallo scioglimento dell’associazione e con a capo sempre Stefano D’Andrea, di Avezzano (L’Aquila), professore di Diritto privato all’università della Tuscia.
Un primo passo, spiega il segretario del Fsi Lorenzo D’Onofrio, giovane avvocato pescarese, “verso una struttura che si dovrà consolidare in vista di una vera e propria alleanza sovranista con altre forze poltiche che dunque condividano una critica dura all’Unione Europea dei Trattati sovranazionali e della moneta unica e che puntino al ripristino e alla concreta attuazione della Costitutizione italiana del 1948”.
“Gli obiettivi adesso sono due – spiega D’Onofrio – il primo, è consolidare la struttura del partito sui territori, il secondo è iniziare a partecipare, nelle città in cui le condizioni lo permetteranno, alle elezioni amministrative”.
Quello dell’Ars, oggi Fronte sovranista italiano, è un percorso cominciato tra il novembre del 2011 e marzo del 2012, “quindi nel periodo in cui in Italia entrò di fatto la Troika rappresentata da Mario Monti“.
Sul referendum per la riforma costituzionale, svela poi D’Onofrio, “parteciperemo alla campagna per il no, cercando tuttavia di far comprendere che deve essere un’occasione per estendere il discorso alla analisi della incompatibilità della Costituzione con i Trattati europei, dai quali è attualmente annullata, e di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di un vero ripristino del modello costituzionale”.
In Italia, i soci dell’Ars oggi Fsi sono oltre 600.






