L’AQUILA – “Doverosi e opportuni approfondimenti”, con questa algida motivazione è stata rispedita tra le proteste in commissione la proposta di legge del Movimento 5 stelle sull’abolizione del doppio vitalizio, di cui godono in Abruzzo una ventina di ex consiglieri ed ex parlamentari.
Questo l’esito, da molti pronosticato, del Consiglio regionale di oggi, iniziato con un commosso ricordo di Marco Pannella, il leader radicale, nato a Teramo, morto giovedi scorso.
Il Consiglio è stato segnato da una seduta straordinaria dedicata alle politiche dei trasporti con l’approvazione di un documento della maggioranza, dalla proposta di legge alle Camere sulla “Introduzione del principio della separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari”, e dalla norma sulla “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, così come emendata in Aula.
Approvato, inoltre, il progetto di legge che prevede “Interventi a favore della conservazione dell’Orso bruno marsicano”, e a seguire, con voto unanime dell’Aula, il provvedimento su “Disposizioni in materia di promozione e tutela dell’attività di panificazione in Abruzzo” e una risoluzione sul Ciapi che impegna il Consiglio regionale a stanziare, entro giugno, settecentomila euro a favore dell’ente e ad effettuare un piano di salvaguardia a tutela dei lavoratori.
Rinviato per l’ennesima volta la nomina del garante dei detenuti e del Collegio per le Garanzie Statutarie.
La tensione è però salita nel finale, sulla partita dei doppi vitalizi.
A chiedere il rinvio, a nome della maggioranza di cui è coordinatore, il consigliere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro, al fine, ha spiegato di “riflettere meglio sui profili di costituzionalità della norma”, aggiungendo che “non possiamo votare su un tema così importante un progetto di legge presentato dall’opposizione, e ne presenteremo uno noi più meditato e condiviso”.
Precendetemente D’Alessandro aveva proposto un emendamento che prevedeva non l’abolizione, ma solo il dimezzamento del vitalizio regionale ai doppi percettori.
Durissima la replica di Sara Marcozzi, dell’M5s, mentre i suoi colleghi hanno alzato cartelli con la scritta “Vergogna”.
“La nostra norma è blindata – ha urlato la Marcozzi – la Regione Toscana ha approvato una norma identica che non ha rilievi di incostituzionalità, e c’è anche un parere dell’ufficio legislativo abruzzese che dice che i vitalizi non sono un diritto acquisito, e si possono cancellare anche per chi già li percepisce. Non abolire almeno uno degli assegni è una vergogna, a chi guadagna anche 70 mila euro l‘anno per solo dieci anni di attività politica svolta. La nostra proposta di legge non solo eliminerebbe un assurdo privilegio esclusivo della classe politica, ma consentirebbe alla regione Abruzzo un risparmio di 500 mila euro l’anno”.
“La verità è che voi questa legge non la volete – ha proseguito la Marcozzi – ma ora dovete andarlo dire agli abruzzesi che è giusto mantenere il doppio vitalizio, dovete dirlo ai pensionati con la minima, che stanno morendo di fame, a chi ha lavorato 40 anni per una pensione di appena mille euro!”.
A seguire l’altrettanto dura controrepica di D’Alessandro.
“Oggi in aula il Movimento Cinque Stelle non ha preso la parola sul consiglio straordinario dei trasporti ed ha abbandonato l’aula sulla legge sui servizi minima. La propria esistenza in vita secondo loro si giustifica non sui problemi ma sulle norme spot, demagogiche, con il solo obiettivo di apparire fustigatori, moralizzatori, titolari di merito che non hanno”.
D’Alessandro ha dunque ricordato di aver “rinunciato al vitalizio da consigliere regionale, e dunque non andrò in pensione con i soldi degli abruzzesi. Sempre io sono quello che nella scorsa legislatura ha proposto una norma dalla minoranza, votata dall’allora maggioranza, che ha abrogato per sempre i vitalizi dei consiglieri regionali, autoridurci anche l’indennità per finanziare il capitolo della povertà”.
“Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi. Per queste ragioni abbiamo rinviato il provvedimento in prima commissione annunciando che entro luglio faremo la nostra proposta di legge rivedendo l’istituto del vitalizio”, ha conluso.
Ha preso poi la parola il presidente della prima commissione Maurizio Di Nicola, Centro democratico, che pur sottolineando di essere “favorevole a una rivisitazione dell’istituto del doppio vitalizio”, ha evidenziato che “c’è una sensibilità diversa nella maggioranza, e ritengo che un rinvio in commissione sia a questo punto opportuno”.
In commissione il voto al pdl era stato però unanime, anche da parte degli esponenti della maggioranza.
Alla fine il voto: con 22 presenti, 13 sono stati i voti favorevoli al rinvio, e 9 quelli contrari.
A votare contro oltre ai cinque consiglieri grillini, Leandro Bracco del gruppo Misto, e i tre consiglieri presenti di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo ed Emilio Iampieri.






