CHIETI – Venerdì 13 porta bene ai 100 lavoratori della Thales di Chieti. Ieri sera, poco prima delle 20, il sindacato dà il via libera all’accordo sindacale che permette la ripresa delle attività del sito industriale teatino bloccato dal 22 marzo con sciopero e occupazione della fabbrica. 

L’accordo prevede adeguati incentivi per chi decide di trasferirsi nelle sedi Thales di Sesto Fiorentino e Gorgonzola o di lasciare l’azienda, garanzie per i 24 lavoratori che seguiranno il progetto Starmille (che dal primo giugno verrà ceduto a una nuova società formata dalla Thales francese e dal partner malese Sapura) e il via libera alla proposta della Tekne di Poggiofiorito (Chieti) di acquisire il sito industriale e tutti i suoi 65 lavoratori.

Per il sindacalista Fiom Cgil Davide Labbrozzi si tratta di un “eccellente accordo” che però deve essere sottoposto al vaglio dei lavoratori chiamati ad esprimersi attraverso un referendum che è stato fatto nella notte subito dopo la firma dell’accordo.

La durissima vertenza Thales si era aperta quando il vertice italiano, con a capo il direttore delle risorse umane Fabrizio Monsani, aveva deciso di smembrare le attività, cedendo il ramo d’azienda relativo al progetto Starmille, e di trasferire la restate parte dei lavoratori nella altre sedi del gruppo. 

Lavoratori e sindacato hanno detto subito di no, raccogliendo la solidarietà delle istituzioni e del territorio. In particolare hanno avuto al loro fianco la presenza costante e concreta del vice presidente della Regione Giovanni Lolli, che ha messo subito in chiaro che il problema non era solo di perdita di posti di lavoro, quanto soprattutto di perdita di un patrimonio di alta specializzazione che incideva negativamente su tutta la Regione. 

Lolli ha messo a disposizione del gruppo Thales Italia possibilità economiche che lo invogliassero a restare a Chieti e, quando ha visto che non c’era più nulla da fare, ha trovato due imprenditori interessati a rilevare il sito scalino. 

Tra le due proposte imprenditoriali, entrambe valide, è stata scelta quella della Tekne, che si impegnava a riprendere al lavoro tutti i dipendenti. 

L’intesa di massima c’è, ora dovranno aprirsi i vari tavoli per decidere su importanti dettagli dell’operazione. Perché tutto vada a buon fine c’era bisogno, però, anche del via libera del sindacato, arrivato di venerdì 13.