L’AQUILA – “Il 2020 sarà l’anno del consolidamento organizzativo sul territorio della Lega, partito che è cresciuto esponenzialmente in pochissimi anni e ora deve strutturare una classe dirigente all’altezza della sfida”.
A confermare quella che sarà la priorità dei salviniani d’Abruzzo per l’anno a venire, e per Luigi D’Eramo, deputato e segretario regionale da alcuni mesi al posto di Giuseppe Bellachioma, è il presidente della Tua, Gianfranco Giuliante.
Politico di lungo corso, nato 66 anni fa a Pennapedimonte, in provincia di Chieti, aquilano d’adozione, Giuliante è stato assessore regionale con il Pdl, fieramente dell’ala di Alleanza nazionale, nonchè presidente del Parco Nazionale della Majella, di Aquila Sviluppo e vicepresidente nazionale di Federparchi.
Poi il passaggio alla Lega, nell’estate 2017, e la nomina a commissario provinciale di Pescara, con un ruolo importante nella vittoria alle comunali di primavera 2019 da parte del centrodestra del sindaco Carlo Masci, di Forza Italia, con la Lega primo partito al 21,3%. Infine la nomina alla guida della società unica dei trasporti.
Nella Lega Giuliante si è ritrovato fianco a fianco con D’Eramo,43 anni, con il quale ha avuto trascorsi burrascosi, ai tempi di quando era presidente provinciale dell’Aquila di An. Tanto che D’Eramo uscì nel 2006 dal partito, per aderire alla Destra.
Nella Lega Giuliante ha trovato poi, guarda a volte il destino, Piero Fioretti, suo staffista quando era assessore, e ora lui stesso assessore al Lavoro.
Acqua passata, i trascorsi aennini tra Giuliante e D’Eramo: il giovane segretario regionale, ha individuato proprio nel presidente Tua, uno dei dirigenti politici di lungo corso a cui chiedere ‘aiuto’ per formare una classe dirigente che si è trovata da un giorno all’altro a gestire il trionfo alle regionali di febbraio dello scorso anno. Con la Lega che ha ottenuto il 27,5 per cento eleggendo 10 consiglieri sui 18 di maggioranza. Portando alla nomina di quattro assessori su sei. Il tandem si è insomma ricostruito.
D’Eramo, da quanto si apprende, cerca collaborazioni anche con altri ex An di esperienza, come il teramano Benigno D’Orazio, ex consigliere regionale, per ora in Fratelli d’Italia, avvicinatosi alla Lega prima delle elezioni regionali di febbraio, per poi entrare in conflitto con il centrodestra, contestando la candidatura di Marco Marsilio a presidente della Regione, in quanto non abruzzese. Passata la buriana, è pronto a trovare un protagonismo nei salviniani.
Giuliante assicura ad Abruzzoweb, nel suo rapporto decennale con il segretario, ”i momenti di sintonia sono stati di gran lunga superiori a quelli di attrito”, e da commissario provinciale, spinge e sostiene la grande ristrutturazione interna che D’Eramo si appresta a realizzare, con la benedizione del leader nazionale Matteo Salvini.
“Da quello che so, nel 2020, ovvero da subito, D’Eramo lavorerà con decisione a dotare la Lega di una nuova classe dirigente. La Lega in Abruzzo, come in tutto il meridione è passata in pochi anni da percentuali da prefisso telefonico, a punte del 40 per cento. Grazie in particolare alle capacità di Matteo Salvini. E’ di conseguenza emerso il problema di costruire una rappresentanza adeguata, rispetto al consenso che ci si è meritati. Ovvero di dotarsi una classe dirigente efficace, e su tutti i territori, ma senza imbarcare chiunque, bensì con precisi criteri e requisiti”.
Un limite da superare e che, ammette Giuliante, si riverbera anche nella maggioranza in Regione dove la Lega è di gran lunga la prima forza, ma spesso e volentieri a battere il tempo dell’azione politica sono gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
“Ribadisco, – commenta Giuliante – la Lega ha scontato quella che è la distanza tra il consenso altissimo conquistato in un lasso di tempo molto breve, e la forma partito evidentemente non coerente con il peso politico acquisito. E questo ha effettivamente avuto conseguenze anche nel rapporto con i partiti alleati in Regione, più piccoli ma con una struttura a più agevole e di esperienza”.
Giuliante non ha dubbi nelle capacità di D’Eramo di riuscire nell’intento.
“Politicamente sono un ex An – ricorda Giuliante -, e ho sempre pensato che è meglio essere un ‘ex’, piuttosto che una ‘x’, senza una storia politica da rivendicare. Ho aderito alla Lega, perché ci ho ritrovato tante parole d’ordine che erano anche le mie: la difesa dei confini nazionali, l’opporsi alla rinuncia sistematica alla sovranità dello Stato, ad esempio. Luigi nella Lega in Abruzzo è ora il soggetto apicale. Con lui ho condiviso una storia politica lunga una vita, e come normale ci sono stati momenti di sintonia ed altri di rottura. Dopo la morte di Nino Sospiri, in particolare, ci siamo trovati su fronti opposti nel congresso di An, tanto che poi Luigi lasciò il partito. Posso affermare che i momenti, diciamo così, facili, sono stati di gran lunga più numerosi di quelli difficili”.
L’ex aennino Giuliante va poi orgoglioso di un fatto: “la generazione che ha iniziato a fare politica con An, parlo della provincia dell’Aquila, dove sono stato a lungo presidente, occupa ora posti apicali. Basti citare Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Guido Liris, assessore regionale, Roberto Santangelo, vicepresidente del Consiglio regionale. Segno che quella è stata una formidabile scuola”.
A proposito di classe dirigente, Giuliante rivendica anche quello che finora ha fatto alla Tua, dove è oggetto di costanti bordate da parte di sindacati e centrosinistra.
“In pochi mesi abbiamo ottenuto risparmi per 3 milioni di euro, senza tagliare corse e servizi. Abbiamo cominciato ad aggredire problemi atavici. Abbiamo una nuova sede a Chieti, al posto di quella vecchia, costosa ed inadeguata, stiamo diversificando i compiti la Tua e la società controllata Sangritana. Stiamo portando a compimento la fusione, mai realizzata fino in fondo tra le tre società precedenti. Faccio un esempio, a Pescara unificheremo finalmente le due officine della ex Arpa ed ex Gtm, ancora distinte, separate da un muro, ripristinando anche una carrozzeria a lungo dismessa. Abbiamo messo a disposizione degli utenti una app innovativa, elevando di molto la qualità ed immediatezza del servizio”.
E sottolinea: “Non stiamo privatizzando e tagliando le corse, come qualcuno va dicendo, nelle aree interne. Stiamo semplicemente esternalizzando il servizio ad operatori che hanno autobus di piccola taglia, perché è anti economico che gli autobus Tua, che hanno dai 60 ad 80 posti, facciano corse semivuoti, e sarebbe altrettanto anti economico acquistare noi un numero spropositato di piccoli bus, che poi presuppongono ingenti costi di manutenzione”.
Infine spiega Giuliante, “lavoriamo a razionalizzare le sedi periferiche della società: chi ci ha preceduto aveva forse una vocazione immobiliarista, vista la quantità di acquisti e affitti, sproporzionati rispetto alle necessità oggettive”. ft




