L’AQUILA – Sono 21 i magistrati candidati a diventare il nuovo procuratore della Repubblica dell’Aquila in sostituzione di Fausto Cardella, che dopo 3 anni e 3 mesi nel capoluogo dallo scorso mesi di marzo ha assunto il ruolo di capo della procura generale di Perugia, la città dove vive.
Tra coloro che hanno risposto al bando scaduto lo scorso 4 aprile scorso, 5 sono attualmente impiegati in uffici giudiziari abruzzesi, e di questi 3 proprio all’Aquila, mentre gli altri 16 vengono dai palazzi di Giustizia di tutta Italia.
La metà dei nomi di questa lista, 10 candidati su 21, è in lizza anche per la procura della Repubblica di Chieti, che ha appena perso Pietro Mennini, promosso a capo della procura generale della Repubblica del capoluogo abruzzese.
Ora partono le procedure gestite dalla quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura, quella per il Conferimento degli uffici direttivi, presieduta da Lucio Aschettino, che dovrà consegnare una rosa o anche un nome solo al plenum, che si occuperà di ratificare la nomina.
La prima domanda depositata risale all’8 marzo scorso, le ultime sono arrivate il 4 aprile, alla scadenza. Tra i nomi c’è anche quello di Sergio Colaiocco della procura romana, che si sta occupando delle indagini sull’assassinio in Egitto dello studente italiano Giulio Regeni.
Non è esclusa neanche una soluzione interna: ci sono tre sostituti aquilani che, infatti, puntano alla promozione: l’attuale facente funzioni per anzianità in magistratura, Stefano Gallo, e i colleghi Antonietta Picardi e David Mancini. Peraltro tutti e tre sono candidati anche a Chieti. Dalla procura generale ci prova anche il sostituto Alberto Sgambati, aquilano.
Non mancano anche noti ex abruzzesi, come Elisabetta Rosi, oggi in servizio in Cassazione come congiliere, ma in passato sostituto procuratore del capoluogo teatino che negli anni Novanta fece tremare la politica teatina guidando la locale “tangentopoli”.
C’è anche Guido Campli, giudice per l’udienza preliminare a Pescara dei processi “Housework” contro l’allora sindaco e oggi presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e “Rifiutopoli” contro l’ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni. Come gip firmò anche l’arresto dell’ex presidente della Finanziaria regionale, Giancarlo Masciarelli.
Antonio La Rana, residente a Vasto (Chieti), per anni ha esercitato nella sua città e prima ancora proprio all’Aquila.
Dei 21 nomi, 3 occupano già il ruolo di procuratore “capo” in altre città: Francesco De Leo (Livorno), Michele Renzo (Ascoli Piceno) e lo stesso Antonio La Rana (Campobasso).
Gli abruzzesi candidati sono Cristina Tedeschini, procuratore aggiunto di Pescara, Alberto Sgambati, sostituto procuratore generale dell’Aquila, Stefano Gallo, sostituto procuratore aquilano attualmente facente funzioni, e gli altri due sostituti del capoluogo Antonietta Picardi e David Mancini.
Interessati al ruolo dal resto d’Italia ci sono Francesco De Leo, procuratore di Livorno, Antonella Giannelli, sostituto procuratore generale di Salerno, Annamaria Palma Guarnier, sostituto procuratore generale di Palermo, Michele Renzo, procuratore di Ascoli Piceno, Antonio La Rana, procuratore generale di Campobasso, Adolfo Coletta, sostituto procuratore di Frosinone, Franco Pacifici, sostituto procuratore di Viterbo, Roberto Cavallone, sostituto procuratore di Imperia, Carlo Lasperanza, sostituto procuratore di Roma, Elisabetta Rosi, consigliere della Corte di Cassazione, Lorenzo Lerario, sostituto procuratore generale di Taranto, Mariella De Masellis, consigliere giuridico al ministero dell’Economia, Guido Campli, consigliere della Corte d’Appello di Ancona, Maria Cristina Ribera, sostituto procuratore di Napoli, Sergio Colaiocco, sostituto procuratore di Roma, e Antonino Di Maio, sostituto procuratore di Roma.
Campli, Colaiocco, Coletta, Gallo, La Rana, Lerario, Mancini, Picardi, la Rosi e la Tedeschini sono i 10 che si sono candidati anche alla procura di Chieti.
Una prassi, quella di presentare candidature multiple: alcuni di questi candidati, Lasperanza, Ribera, Gallo, Di Maio e Mancini, erano in lizza fino a pochi mesi fa anche per l’incarico a Terni, assegnato a febbraio.





