PESCARA – Era diretto a Londra con il volo FR983 di mezzogiorno con un documento falso, alla ricerca di un lavoro.

Continuano i controlli all’aeroporto di Pescara, dove rimane alta l’attenzione soprattutto durante queste festività.

E ieri gli uomini della Polizia di Frontiera coordinati dal VQA Dino Petitti, hanno arrestato un albanese diretto a Londra.

Tutto è iniziato quando due operatori in servizio di vigilanza aeroportuale durante un’attività di controllo sui passeggeri in partenza hanno notato qualcosa di anomalo nella carta di identità italiana prodotta dal ragazzo, dell’85, nato a Foggia.

Così i poliziotti l’hanno sottoposto a qualche domanda circa le ragioni del viaggio e altre informazioni sulla tratta; lo straniero all’incalzare degli agenti è parso agitato ed elusivo, rispondendo con monosillabi dai quali si percepiva già un accento straniero.

Nutrendo diversi sospetti, la carta di identità è stata sottoposta ad un esame più approfondito, anche con l’ausilio di apparecchiature presenti in aeroporto, e dal controllo il documento è risultato non riportare alcuni elementi essenziali di genuinità. Lo straniero, ormai alle strette, resosi conto della situazione e non potendo più mentire, ha confessatola falsità del documento e la sua origine albanese.

Grazie alla perquisizione del bagaglio è stato rinvenuto il vero passaporto con le sue esatte generalità, le quali hanno confermato solo la giovane età, ossia data e luoo di nascita, 1992 a Tirana.

Immediato l’arresto per possesso ed uso di documenti falsi utilizzati ai fini dell’espatrio.

Il giovane ha poi dichiarato affranto agli operatori di aver tentato di raggiungere l’Inghilterra per cercare lavoro e di aver fallito già in passato con un altro tentativo, transitando dalla Spagna, paese da cui è stato respinto per mancanza di basilari elementi di sussistenza.

Da una prima ricostruzione sembrerebbe esser entrato in Italia, e nell’area Schengen, con il proprio passaporto albanese valido, passando dalla Slovenia nella giornata del 3 ottobre scorso.

Non sono ancora chiare le dinamiche che hanno permesso di reperire un documento falso italiano. L’arrestato al momento si trova presso la casa circondariale di Pescara a disposizione della Autorità giudiziaria competente.