TERAMO – La difesa dei diritti delle persone affette da disabilità.
È l’intento della manifestazione, prevista per il 23 Aprile prossimo dalle ore 16, in piazza Sant’Agostino, a Teramo dal Centro politico “Sandro Santacroce”, dalla polisportiva Gagarin, dall’Azione antifascista Teramo e dall’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo.
“Vorrei…ma non posso”, questo il nome dell’iniziativa, sarà uno spettacolo di danza, lettura poesie e testimonianza organizzata con l’intento di inviare un messaggio di lotta e speranza, descrivendo emozioni, debolezza e punti di forza di coloro che non hanno l’opportunità di vivere in piena libertà la propria vita. È inoltre tesa a voler comprendere le ragioni del mondo della disabilità che, secondo l’associazione Carrozine Determinate che è tra gli organizzatori “troppo spesso vengono ignorate, soprattutto nel comune di Teramo”.
“Noi siamo un’associazione che per scelta non riceve finanziamenti pubblici e il nostro unico sostegno economico è costituito dalle donazioni – si legge in una nota dell’evento – Da sempre grazie al nostro costante e quotidiano lavoro in favore delle persone con disabilità e grazie al nostro essere determinati contro le barriere architettoniche possiamo dire di ricevere costantemente affetto, stima e gratitudine da chi ci segue. Non abbiamo colori politici, ma perseguiamo solo e unicamente la difesa dei diritti delle persone con disabilità.
“Oggi ci sentiamo di ringraziare un’iniziativa dal nome ‘Fischia ancora il vento’ della polisportiva Gagaria e del Centro politico Sandro Santacroce al termine della quale i ricavati verranno devoluti alla nostra associazione Carrozzine Determinate Abruzzo – prosegue la nota – L’enorme motivo di orgoglio e di soddisfazione che ci hanno colpito maggiromente è il ‘silenzio’ con il quale questi ragazzi hanno pensato e deciso di sostenerci. Senza dare comunicazione a nessuno e senza cercare pubblicità gratuita. Vogliamo quindi rimarcare questo grandissimo e meraviglioso gesto che accogliamo con grande soddisfazione. La solidarietà senza la luce dei riflettori è la solidarietà più bella”.






