TAGLIACOZZO – È grazie ad un incorruttibile assessore, Alfonso Gargano, poi defenestrato dal sindaco, che la procura della Repubblica di Avezzano ha potuto smascherare una piccola Tangentopoli al Comune di Tagliacozzo (L’Aquila).

“Abusando della qualità di sindaco poneva in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Alfonso Gargano, assessore con la delega ai lavori pubblici, a far affidare a Carlo Tellone l’incarico di redigere la progettazione in relazione ai lavori di ampliamento del cimitero”.

È uno degli episodi descritti dai magistrati che hanno portato il giudice per le indagini preliminari di Avezzano (L’Aquila) a disporre la custodia cautelare in carcere per il sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa, finito nei guai per tentata concussione, turbata libertà degli incanti e frode nelle pubbliche forniture assieme ad altre 15 persone, di cui tre agli arresti domiciliari.

È proprio grazie all’intransigenza e alla denuncia di Gargano, poliziotto per un periodo in Giunta, che l’operazione è andata a monte, come spiegano gli stessi magistrati nelle carte dell’inchiesta. Il sindaco “dapprima intimava a Gargano di far affidare l’incarico a Tellone e, a fronte del rifiuto, lo minacciava dicendogli che non doveva mettersi contro di lui, minaccia che concretizzava revocandogli l’incarico di assessore”.

Nella Tangentopoli marsicana, ai domiciliari, oltre a Tellone, architetto di Tagliacozzo, sono finiti l’assessore comunale Gabriele Venturini e Giampaolo Torrelli di Celano responsabile dell’ufficio tecnico del Comune.

Gli indagati sono il vicesindaco Angelo Poggiogalle, Antonio Mastroddi, Luigi Mastroddi, Giampiero Attili, Franco Pasquini (di Lanciano, proprietario dell’ippodromo), Anna Calzetta e Antonio Amicucci. Divieto di esercitare l’attività di impresa per Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Alessandro Di Michele (tutti di Tagliacozzo) e Mauro Volpe di Barisciano (L’Aquila).

Di Marco Testa è stato rinchiuso nel carcere di San Nicola, ad Avezzano. Il primo cittadino, rappresentato dal legale Roberto Verdecchia, dovrà difendersi dalle accuse formulate dal procuratore capo Andrea Morichini Padalino che ipotizza reati che vanno dalla tentata concussione, alla turbata libertà degli incanti e dalla frode nelle pubbliche forniture alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Nel febbraio scorso, un incendio aveva distrutto le autovetture di proprietà del sindaco parcheggiate sotto la sua abitazione. Il fatto, oggetto di indagini, era finito in Parlamento attraverso un’interrogazione al Ministro dell’interno Angelino Alfano, del deputato di Si-Sel Gianni Melilla. Durante l’incontro con la stampa, nella sede della compagnia dei Carabinieri di Tagliacozzo, il procuratore ha parlato anche di un’intercettazione di una telefonata tra il primo cittadino ed uno degli indagati nell’inchiesta nella quale Di Marco Testa descrive l’incendio delle sue auto, avvenuto nel febbraio scorso, come una buona occasione per mostrarsi in vista delle prossime elezioni ed in cui accusa gli investigatori di svolgere indagini a suo carico per altri fini. “Le indagini sull’incendio – ha precisato Padalino – proseguono al massimo livello”.

Carlo Tellone, secondo gli inquirenti, “cercava di farsi assegnare dal Comune di Tagliacozzo l’incarico di progettazione in relazione ai lavori di ampliamento del cimitero”, e “dopo aver avvicinato l’assessore Gargano, gli proponeva di presentare all’ufficio tecnico un elenco di cinque ditte da invitare, compresa la sua, al fine di fargli conferire l’incarico”.

A differenza dell’incorruttibile Gargano, si sarebbe mostrato più malleabile l’assessore Venturini, che insieme all’imprenditore Alessandro Di Michele, titolare della ditta “Atlantide”, “turbava il procedimento diretto all’affidamento degli incarichi per ‘realizzazione di un progetto grafico e di comunicazione’ in ordine al Festival internazionale di Mezza estate”. L’assessore, sempre secondo quando scrivono i magistrati, “concordava le realizzazioni da effettuare, prima ancora di proporre in Giunta comunale l’affidamento diretto” degli incarichi.

È sempre Venturini, insieme a Mauro Volpe, amministratore della società Evol Sound Srl, “con collusioni e altri mezzi fraudolenti tra loro, turbavano la procedura finalizzata all’affidamento dell’incarico di fornitura di strutture, attrezzature e servizi tecnici con riguardo alla XXXI edizione del Festival internazionale di Mezza estate anno 2015, di importo pari a 29.999 euro”.

L’assessore, secondo le accuse, “concordava preventivamente le realizzazioni da effettuare”, e solo “a ridosso della data di inizio del Festival” sottoponeva alla Giunta la proposta di affidare il noleggio del palcoscenico, “da una parte impedendo la presentazione di offerte ad opera delle imprese invitate, visto il brevissimo tempo a disposizione, dall’altra imponendo l’accettazione dell’offerta autonomamente inviata alla ditta Evol Sound”.

“La situazione in Marsica è allarmante, questi tipi di reati sono diffusissimi, in tutta Italia”. Ha detto il procuratore della Repubblica Padalino Morichini, a margine della conferenza stampa sull’arresto del sindaco di Tagliacozzo. Marco Signori