L’AQUILA – Il pm Roberta D’Avolio ha iscritto nel corposo registro degli indagati dove risultano già 37 persone, il dirigente comunale Mario Corridore. L’inchiesta è quella per frode, truffa e falso iniziata con il crollo di un balcone al progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo.
Il coinvolgimento di Corridore è dovuto al suo ruolo di referente della nuova macrostruttura nata nel 2010 dal passaggio di consegne del patrimonio immobiliare dal Dipartimento di Protezione civile al Comune.
La decisione è frutto degli interrogatori di alcuni dei 37 indagati, tra cui gli altri dirigenti Lucio Nardis e Renato Amorosi per i quali si va ora verso la modifica della posizione con possibile archiviazione, ma da quanto si apprende da fonti investigative nessun atto è stato ancora depositato. I due erano accusati di omissione, cioè di non essersi attivati per accertare lo stato dell’arte delle strutture.
Secondo quanto riporta Il Messaggero, Nardis e Amorosi anche attraverso delle memorie difensive, hanno chiarito come i compiti di tipo amministrativo e gestionale del progetto C.a.s.e. e dei Map era in capo alla macrostruttura, di cui era referente Corridore.






