L’AQUILA – Urla nel cratere che nessuno ascolta a Roma.

Sono quelle dei sindaci dei 56 comuni abruzzesi terremotati, dove la ricostruzione si è inceppata perché la Corte dei conti ancora non bollina il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm), firmata dal sottosegretario Claudio De Vincenti, che prevede il rinnovo del contratto per tre anni al titolare dell’ Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc) Paolo Esposito, che di conseguenza non ha potere di firma e non può sbloccare ad oggi 9 milioni di euro per pagare le ditte impegnate nei cantieri e dare il definitivo via libera a progetti di ricostruzione, dal valore di 20 milioni.

Eppure il dpcm è stato firmato l’11 gennaio scorso, quasi due mesi fa.

I due coordinatori del tavolo dei sindaci del cratere Sandro Ciacchi e Francesco Di Paolo, che hanno anche consegnato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la sua visita in Abruzzo del 23 febbraio, si dicono a questo punto “sempre più preoccupati”, ma continuano ad assicurare che “è solo un problema di lentezza burocratica degli uffici romani, in fondo la Corte dei conti deve solo valutare se il decreto di nomina ha copertura economica, che è evidente che c’è”.

Va giù duro invece il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini Silvano Cappelli, che già aveva lanciato un accorato appello a fare presto da questa testata. E dopo due settimane la situazione non può essere che peggiorata.

“Non so più cosa dire – si sfoga il sindaco – è surreale quello che sta accadendo. Avevo detto che con i pagamenti al palo il rischio era che si sarebbero fermati parecchi cantieri, ebbene è accaduto, ben cinque hanno già deciso lo stop, perché non possono anticipare soldi per comprare materiali e pagare le maestranze. E altri ne seguiranno. C’è anche il rischio che queste ditte vadano in sofferenza con le banche. A sette anni dal terremoto questi ritardi non sono più ammissibili”.

“Era nell’ordine delle cose il rinnovo del contratto per Esposito – incalza poi il sindaco – non capisco perché non si sia predisposto questo passaggio per tempo, con una pratica veloce. La tempistica deve tenere conto delle persone che vivono da sfollati nei nostri Map, non chi lavora negli uffici della ricostruzione, che sono solo uno strumento dell’iter della ricostruzione”.

La scorsa settimana i due coordinatori dei sindaci hanno consegnato una lettera al presidente del Consiglio Renzi, in occasione della sua visita in Abruzzo, in cui si sollecitava la velocizzazione della pratica.

“Continuiamo a ricevere rassicurazioni dall’ufficio di presidenza del Consiglio – rivela Di Paolo – che sarà questione di giorni, ma ad oggi dobbiamo constatare che ancora non avviene nulla”.

Ciacchi gli fa eco evidenziando che “è inutile nascondere la preoccupazione crescente, posso però assicurare che è una questione meramente tecnica, dipende dai tempi lunghi della burocrazia, escudo chi possano esserci altri motivi che impediscono alla Corte dei conti di dare il via libera alla riconferma, verificata che c’è la copertura di spesa per il suo compenso”.