LANCIANO – “Sarò un idealista, ma non mi pento di aver rinunciato con coerenza al vitalizio, dopo aver votato per l’ abolizione di questo privilegio. E la pensione che prenderò, almeno spero, sarà quella che ho versato come imprenditore”.
A sottolinearlo è Emilio Nasuti, ex consigliere regionale di Forza Italia, uno di quelli che ha rinunciato al vituperato vitalizio per ex consiglieri regionali, abolito anche in Abruzzo con la legge regionale 40 del 2010, di cui Nasuti è stato primo firmatario in qualità di presidente della Commissione bilancio.
L’abolizione è stata sancita solo per i consiglieri a venire, a partire dunque da quelli di questa legislatura e facendo salvi i diritti acquisiti degli ex consiglieri.
Ad oggi i contribuenti abruzzesi spendono 4,2 milioni di euro l’anno per pagare 111 assegni vitalizi ad ex consiglieri regionali e a 41 vedove grazie alla reversibilità.
Altri consiglieri come Nasuti hanno invece rinunciato volontariamente, riprendendosi semplicemente quanto versato di contributi, circa 1.500 euro al mese durante la legislatura.
“A conti fatti c’è ho rimesso un sacco di soldi – sottolinea Nasuti – ho 52 anni, avrei percepito una bella pensione tra 8 anni, con una penalità, o a 65 anni piena, di 2.400 euro al mese. E con solo 5 anni di contributi versati. Invece dovrò sperare di non avere brutte sorprese per la mia pensione privata. Capisco dunque che è un privilegio che è duro da abolire, anche retroattivamente”.
Ora Nasuti si dedica alla sua attività di imprenditore, gestendo un Centro sportivo a Lanciano (Chieti), ma non ha però abbandonato la politica attiva, visto che è stato nominato a dicembre dello scorso anno nel direttivo regionale di Forza Italia, ottenendo la delega ai dipartimenti tematici.
Ed è anche impegnato nella campagna elettorale per amministrative di Lanciano a sostegno di Maria Grazia Piccinini ,candidata alle primarie del centrodestra per Fi.
Sui vitalizi Nasuti aggiunge che “non sono diritti acquisiti, dunque nulla impedirebbe di abolirli o tagliarli anche per chi già li percepisce. E servirebbe una legge che fissi un principio: il vitalizio deve essere calcolato con il metodo contributivo, cioè prendi in proporzione a quanto hai versato. La vera ingiustizia è infatti che si percepisca vita natural durante un ricco assegno che arriva anche a 6 mila euro, dopo aver versato contributi neanche paragonabili per importo anche per solo 5 anni”.
Nasuti mette però in guardia dal “populismo che trae alimento anche da vicende come quella dei vitalizi”.
“Siamo arrivati al punto tale che basta solo candidarsi per essere guardato con sospetto, come uno che vuole andare nei palazzi del potere a farsi i fatti suoi, a rubare. Così le persone migliori evitano la politica e il livello si abbassa sempre di più, in un circolo vizioso. Perché per chiudere le liste sei costretto a scegliere persone a cui non affideresti nemmeno la tua bicicletta.La colpa di tutto ciò è della demagogia, del populismo, ma anche di una casse politica sempre più individualista, che ad esempio non abolisce privilegi come il vitalizio. Screditandosi ulteriormente”.




