L’AQUILA – Sarà consegnato alla fine di febbraio il cantiere di ricostruzione della palestra dell’Istituto professionale Ipsiasar Leonardo Da Vinci, ferma da oltre un anno e mezzo dopo la conclusione del primo lotto di lavori.
Resta ancora invece l’incognita della palazzina delle aule, abbattuta in parte e per la quale, al momento “non ci sono fondi”, come spiega il presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis.
Gli oltre 700 studenti sono infatti ancora ospitati nel Modulo a uso scolastico provvisorio (Musp) realizzato dopo il sisma.
“Per l’edificio delle aule l’intervento è di 5,4 milioni – precisa il presidente – Il finanziamento è stato chiesto già da tempo. Siamo arrivati da soli sette mesi e il lavoro è molto complesso non solo per le scuole dell’Aquila, ma per quelle di tutta la provincia. I lavori alla palazzina sono previsti nel piano triennale delle opere pubbliche e abbiamo previsto inoltre un incontro con Usra e Usrc per la pianificazione degli interventi”.
L’edificio della palestra danneggiato dal sisma, era stato invece abbattuto e ricostruito solo in parte nel luglio 2014 e il nuovo lotto che costerà 350 mila euro prevede interventi alle opere murarie, finiture, componenti impiantistiche e la realizzazione del corpo di collegamento tra la palestra e il resto del complesso.
“Abbiamo firmato il contratto con la ditta – afferma il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, e alla fine del mese c’è la consegna del cantiere. Purtroppo ci sono stati molti intoppi burocratici, ma siamo pronti a partire e a restituire l’edificio ai ragazzi”.
Gli oltre 700 studenti dell’istituto, nomadi da oltre 7 anni nelle palestre di tutta la città, potranno così tornare a fare educazione fisica all’interno dell’istituto.
“Siamo contenti perché dopo sette anni si sbloccano i lavori della palestra – afferma il rappresentante d’istituto Ludovico Caldarelli – In questi anni la Provincia ha speso migliaia di euro per trasporti e affitto di palestre e i disagi sono stati molti a causa degli spostamenti. I disagi sono tanti e spesso delle due ore a disposizione per fare educazione fisica, a causa degli spostamenti riusciamo a fare circa 40 minuti di lezione”.
Gli studenti, protagonisti di molte proteste negli ultimi anni, “andranno avanti con tutte le azioni possibili per sollecitare anche la ricostruzione della palazzina delle aule – conclude Caldarelli – La nostra battaglia proseguirà perché è un nostro diritto poter tornare in una scuola vera”.



