L’AQUILA – Cinque anni fa il professor Fabio Redi, ordinario di archeologia Medievale all’Università dell’Aquila da poco in pensione, ha scoperto due sigilli plumbei attribuiti a Gregorio IX che potrebbero riscrivere la storia della fondazione dell’Aquila, in chiave guelfa. Lo riporta Il Messaggero.

Ad oggi «l’ipotesi accreditata di cui ancora tuttavia non abbiamo una prova oggettiva spiega il professor Redi – è che questi sigilli fossero appartenenti alle due bolle pontificie del 1229 relative alla fondazione della città. Potrebbero però appartenere anche a bolle diverse».

«I sigilli furono insomma utilizzati per datare intenzionalmente un edificio simbolico per la comunità che poteva essere appunto la cattedrale di Amiternum. Peraltro i sigilli vennero inseriti in un momento successivo spiega Redi – , ossia quando la città aveva acquisito consapevolezza del proprio essere comunità e delle proprie origini».

Di fatto l’inserimento sarebbe stato un recupero della memoria. Sempre più accreditata, dunque, la teoria della fondazione Guelfa della città, visto che fu un papa, Gregorio IX a creare le condizioni per la nascita dell’Aquila.