L’AQUILA – Con una gara serratissima, oltre 20 imprese aquilane, abruzzesi e di fuori regione si disputano un lavoro molto ambito da 23 milioni di euro per ampliare gli spazi produttivi all’Aquila del colosso farmaceutico Dompé.

Un gruppo presente da oltre vent’anni sul territorio, cui è legatissimo tanto che Nathalie, la figlia del titolare Sergio, è presidente del Teatro stabile d’Abruzzo.

Grazie anche ai 10 milioni di fondi pubblici ottenuti dal contratto di sviluppo siglato a novembre con il governo Renzi, che integrano gli investimenti privati, il progetto è di raddoppiare il complesso, che oggi occupa 30 mila quadrati: una cittadella riconosciuta come centro di eccellenza a livello internazionale.

Un’operazione che, è stato annunciato, avrà come ricaduta un aumento occupazionale di 20 lavoratori arrivando a circa 300.

La platea delle imprese da cui pescare è stata selezionata attraverso l’invio di una ventina di inviti. La società incaricata di “cacciatori di teste” sta vagliando curriculum e capacità di ognuna con l’obiettivo di approdare a una “short list” di 6 nominativi tra i quali scegliere la vincitrice.

In tal senso, sono in corso di esame le informazioni richieste a ogni partecipante attraverso l’invio di questionari, ritenuti molto probanti. Il verdetto è molto atteso: all’Aquila si spera comprensibilmente che la golosa commessa sia aggiudicata a un’impresa del territorio.

Si tratta di lavori di natura privata, non regolati, quindi, dalla normativa sugli appalti pubblici. La selezione viene però garantita attraverso un iter affidato a una società specializzata.

Tra i nomi dei partecipanti, secondo quanto si è appreso, ci sono le imprese Di Vincenzo (Chieti), Italiana costruzioni (Roma), Delta lavori (Sora), Polisini (Montorio al Vomano), Marcozzi (Castellalto), Gaspari (Ascoli Piceno) e le aquilane Frezza, Frattale, Iannini, Sema ed Edilcisa.

Tutta la procedura, sempre da quanto si apprende, dovrebbe concludersi nell’arco di 2 mesi.

Quello che l’azienda stessa definisce “Polo dell’Aquila” concentra le attività produttive e di ricerca di Dompé dal 1993 ed è stato progettato dalla società di ingegneria statunitense Foster-Wheeler.

È uno dei principali centri di ricerca e produzione farmaceutica del Centro-Sud Italia, con circa 250 dipendenti, di cui oltre 70 in ricerca e sviluppo.

Nel sito vengono prodotti ogni anno circa 34 milioni di confezioni di farmaci destinati alla cura di patologie e condizioni comuni e commercializzati a livello internazionale.

Il via libera ai lavori è arrivato grazie alla delibera di Giunta regionale che ha esteso la perimetrazione dell’area industriale di Pile, inglobando alcune aree a rischio idrogeologico lungo il tracciato del torrente Raio, a partire dal ponte Peschio fino alla confluenza con il fiume Aterno.

Il nulla osta definitivo dell’esecutivo era giunto in seguito al parere consultivo dell’avvocatura della Regione e del governo.

Del plafond complessivo di 41,5 milioni, 31,5 milioni sono investiti dal gruppo mentre 10 milioni sono di provenienza pubblica, finanziati da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa partecipata del ministero dell’Economia.

Il totale è diviso in due grandi linee di spesa: 23 milioni saranno destinati al progetto industriale per l’ampliamento e la diversificazione dello stabilimento aquilano, che verrà adeguato per ottenere produzioni a maggior contenuto tecnologico.

Di questi soldi per il capoluogo, una somma di 13,7 milioni sarà destinata all’acquisto di macchinari e impianti, 9,3 milioni serviranno per eseguire opere murarie e strutturali.

Con i restanti 18,5 milioni di euro sarà finanziata tra Chieti e Pescara l’attività di ricerca e sviluppo legate allo sviluppo del Nerve Growth Factor come possibile soluzione terapeutica a patologie oftalmiche e dermatologiche, in particolare nell’ambito del progetto “Abruzzo regione della vista” con l’Università D’Annunzio e il Polo chimico-farmaceutico Capitank. Alberto Orsini