PESCARA – “Il mare di Pescara è inquinato? Non c’è dubbio, la differenza rispetto a prima però è che questa amministrazione il problema lo sta cercando di risolvere una volta per tutte”.

Si toglie qualche sassolino dalla scarpa il capogruppo del Partito democratico al Comune di Pescara, Marco Presutti, nell’ intervista ad Abruzzoweb, che al centro non poteva che avere l’emergenza ambientale deflagrata a seguito dei dati dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) che già a gennaio attestavano valori di escherichia coli ben oltre i limiti di la balneabilità, in particolare alla foce del fiume Pescara.

Ripulire il mare non è però l’unica sfida dell’amministrazione del sindaco Marco Alessandrini.

Con una grave situazione debitoria, Pescara deve riuscire a portare a termine opere pubbliche strategiche e non più rinviabili, come ad esempio la riqualificazione dell’area di risulta intorno alla stazione ferroviaria, o la modifiche strutturali al porto canale per evitare i periodici insabbiamenti.

Sullo sfondo la rivoluzione della Grande Pescara, ovvero l’unificazione dei Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano, e la conflittualità politica ed anche culturale tra Pescara e l’Abruzzo costiero, L’Aquila e le aree interne.

“Sono figlio di un aquilano e di una pescarese, sono nato all’Aquila e vivo a Pescara. Non sento in alcun modo le sirene del campanilismo, da questo punto di vista non mi sento molto abruzzese”, spiega a tal proposito Presutti.

Consigliere Presutti, i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente sulla qualità delle acque la fanno dormire sonni tranquilli?

Solo con questa amministrazione e grazie alla stretta collaborazione con l’Arta, ci curiamo di prendere in considerazione i dati sulla qualità delle acque già a gennaio, per poter affrontare per tempo la situazione, e non a ridosso della stagione turistica estiva.
L’inquinamento come è noto è portato in gran parte dal fiume dal monte della città, ed è per questo che stiamo agendo di concerto con gli altri Comuni della Val Pescara, intervenendo in modo finalmente deciso contro le discariche abusive e i depuratori mal funzionanti, con la repressione e con investimenti finalmente tangibili. Mai come oggi siamo ad un passo dal risolvere un problema annoso in modo strutturale, e non mettendoci di volta in volta le pezze a colori.

Anche l’aria di Pescara non gode di buona salute. I dati dicono che nel 2015 sono stati 50 i giorni di sforamenti in un anno del limite di guardia delle Pm10, quando limiti di legge sono a 35 giorni l’anno. Come si risolve il problema, anche qui una volta per tutte?

Purtroppo, l’inquinamento atmosferico riguarda tutte le città medio-grandi. Il fattore inquinante a Pescara come altrove non ha come principale causa il traffico, ma gli impianti di riscaldamento obsoleti. La crisi economica non rende agevole la loro sostituzione con impianti di classe energetica superiore. Grave, in un Paese che ha utilizzato ingentissime risorse per incentivare, invece che la sostituzione delle caldaie, parchi solari che hanno consumato ettari ed ettari di suolo agricolo. Comunque tutto quello che è in nostro potere lo stiamo facendo: abbiamo già indetto sei domeniche ecologiche, che hanno un valore a se, di riappropriazione degli spazi cittadini nei giorni di festa, oltre a ridurre l’inquinamento delle automobili. La sfida che stiamo portando avanti è quella del potenziamento della mobilità pubblica, e lavoriamo a stretto contatto con la Regione.

Avete ereditato una situazione contabile pesantissima, con un Comune sull’orlo della bancarotta, ora qual è lo stato di salute dei conti?

Il risanamento procede, abbiamo stretto la cinghia, eliminato importanti diseconomie, abbiamo verificato i residui attivi e passivi e Il bilancio anche se magro, ora almeno è credibile. Un bilancio che ci impone rigidità, certo, non possiamo infatti fare mutui e non possiamo per ora ridurre le tasse. Terminata la legislatura restituiremo però un Comune con i conti risanati.

Entro la fine della legislatura riuscirete a risolvere anche il problema annoso dell’insabbiamento del porto canale?

Siamo in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici dell’intervento sulla diga foranea, il tappo che è il responsabile dell’insabbiamento. Entro l’anno potrebbero partire i lavori.

Piano spiaggia: cosa risponde a ch vi accusa di voler cementificare le spiagge di Pescara?

Il piano spiaggia subirà modifiche in consiglio comunale, con un confronto politico vero e aperto. Gli aumenti di cubatura sono previsti dalla legge regionale. Il problema di Pescara è che negli anni passati qualcuno ha realizzato interventi troppo impattanti, ed ora c’è legittima preoccupazione, ma garantisco che non ci sarà nessun ecomostro, vanno rispettati precisi standard, sarà tutelato il fronte mare, e se aumenterà la cubatura, si ridurrà comunque lo spazio del costruito.

Altre sfida annosa è la riqualificazione dell’area di risulta, e dei quartieri degradati. A che punto siamo?

L’intervento per far ripartire una partita trentennale della riqualificazione dell’area di risulta, è in mano ora ai tecnici del ministero dell’Economia che stanno lavorando per rendere sostenibile l’intervento che andrà a bando. Per quanto riguarda i quartieri difficili bisogna dire le cose come stanno: il Comune non ha le risorse economiche per un intervento strutturale di riqualificazione, vanno trovati altri canali finanziari. Quello che possiamo fare, e lo stiamo facendo, è sicuramente il controllo del territorio, per stroncare l’illegalità.

Pescara, Spoltore e Montesilvano unite in un unico Comune. La convince l’idea?

La Grande Pescara intesa come slogan non ha valore. Il territorio che è già unito di fatto, condivide la stessa area urbana,e ha bisogno di regole comuni, c’è un numero enorme di servizi ch funzionerebbe meglio se gestito in modo unitario. E non so dire se la soluzione ottimale sia la fusione o il rafforzamento del coordinamento tra i Comuni, bisogna entrare nel merito, ragionare ad esempio sulla compatibilità contabile, vanno evitati sia il campanile, sia la propaganda. Bisogna ragionare con un po’ respiro.

Che giudizio dà della conflittualità tra L’aquila e Pescara, e in più in generale tra aree interne e quelle costiere, che ogni tanto prende il sopravvento nel dibattito politico regionale?

Io ho un vaccino potentissimo: sono figlio di un’aquilana e di un pescarese, sono nato all’Aquila, al vecchio “San Salvatore”, e vivo a Pescara. Non sento in alcun modo le sirene del campanilismo, da questo punto di vista non mi sento molto abruzzese. Detto questo, i conflitti nascono intorno alla riorganizzazione e alla localizzazione degli enti pubblici, dalla spinta a trattenere o concentrare nei singoli territori gli erogatori di spesa pubblica. Ricordo però che non è una strategia vincente, perché la spesa pubblica va sempre più comprimendosi. La ricchezza non sarà più data dal numero di scrivanie e uffici pubblici, ma dalla capacità di ciascun territorio di favorire l’imprenditoria, la produzione di valore, contando sulle sue forze e le sue vocazioni, non solo sulla spesa pubblica.